Civati segretario dimezzato: lo vota meno della metà degli iscritti a Possibile

Politica
Pippo Civati nell'Aula della Camera durante le votazioni sugli emendamenti al dl Ilva, Roma, 13 gennaio 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

Il congresso del movimento si è chiuso ieri dopo un turbolento dibattito interno, con un risultato deludente per il fondatore

Pippo Civati è ufficialmente il segretario di Possibile. Il movimento da lui fondato, infatti, ha chiuso ieri il proprio congresso con l’elezione del leader. Fin qui, la notizia sarebbe scontata, anche perché il deputato brianzolo era l’unico candidato in campo. Ma sarà stata forse l’assenza di competizione, oppure perché gli iscritti a Possibile hanno già dimostrato scarsa attitudine a partecipare alle votazioni interne, fatto sta che a Civati sono andati solo 2233 voti, un numero pari a meno della metà degli aventi diritto (4773). A partecipare alla votazione, infatti, sono stati 2396 (il 50,2%) e 163 di loro (6,8%) hanno preferito lasciare la scheda bianca (virtualmente, perché la procedura era interamente on line).

Eppure non si può dire che la fase congressuale non sia stata caratterizzata da una certa vivacità. Perfino troppa, a leggere la nota con la quale il Comitato di garanzia si è visto costretto a intervenire a metà gennaio per frenare la “proliferazione di discussioni ‘virtuali’ – svoltesi via email, ma anche mediante programmi di messaggistica o sui social network – che ci hanno stupito per i toni particolarmente accesi”. Una “vis polemica – si sottolineava – talmente accesa da far pensare a scontri tra oppositori politici piuttosto che tra compagni di partito“, oltre a far emergere una “mancanza di fiducia” nell’operato degli stessi garanti.

La partita, comunque, ormai è chiusa. Accanto a Civati, sono stati eletti – con liste uniche bloccate collegate al nome del segretario – anche il comitato scientifico (composto da Annalisa Corrado, Luigi Corvo, Federica Fotino, Luca Gnan, Anna Rita Lemma, Daniela Minnetti, Andrea Pertici, Emiliano Santoro, Cristina Scarfia, Camilla Seibezzi, Davide Serafin e Marina Terragni) e soprattutto il comitato organizzativo, che costituisce la vera e propria ‘macchina’ del partito (ne fanno parte Nadia Arace, Beatrice Brignone, Thomas Castangia, Giampaolo Coriani, Paolo Cosseddu, Federico Dolce, Emanuela Eboli, Daniela Filbier, Francesco Foti, Gabriele Guidi, Elly Schlein e Paolo Sinigaglia).

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