Civati, missione imPossibile: le firme per i referendum non ci sono

Politica
Pippo Civati durante la presentazione della nuova associazione ''Possibile'', Roma, 21 giugno 2015.     ANSA/ETTORE FERRARI

Fallisce il primo obiettivo politico del deputato brianzolo, dopo la sua uscita dal Pd

Non nasce sotto i migliori auspici l’impresa politica di Pippo Civati. Fallisce infatti il primo obiettivo che si era posto dopo l’uscita dal Pd, ossia la presentazione di otto referendum contro le trivellazioni in mare e le riforme del governo su Buona Scuola, Jobs Act e Italicum.

Civati e i suoi sostenitori non sono riusciti a raccogliere le 500mila firme necessarie entro la data ultima di oggi: “Stiamo ancora contando – spiega il deputato brianzolo – arrivano moduli da tutte le parti d’Italia. Ma non riusciremo ad andare in Cassazione soprattutto perché le spedizioni continuano e perché non abbiamo i certificati sufficienti”.

Per il leader di Possibile, “l’anno prossimo era l’anno in cui fare un’elezione politica vera e cioè confrontarsi sulle cose coi referendum”. Confessa quindi il rammarico per il fallimento dell’operazione: “Nelle ultime settimane, con un po’ di copertura mediatica in più sono arrivate tantissime firme. Ma la battaglia politica continua”

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