Cittadinanza: Lega e Fdi puntavano a allungare il brodo, ma si vota martedì

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Sit in del Carroccio contro il ddl, La Russa abbandona l’aula

Si procede in modo rapido sul ddl cittadinanza nell’aula della Camera, dove si è conclusa anche la votazione degli emendamenti. Ora si attende, tra le proteste di Lega e Fratelli d’Italia, il voto finale martedì 13 ottobre a partire dalle 10.30. Approvata oggi la norma retroattiva che consentirà anche a chi ha più di 20 anni al momento dell’approvazione della legge e ha frequentato la scuola italiana per almeno cinque anni di chiedere la cittadinanza italiana entro un anno dall’entrata in vigore della nuova legge.

Dopo le dimostrazioni di ieri in aula, il Carroccio ha organizzato oggi un sit in a piazza Montecitorio durante il quale i parlamentari leghisti hanno esposto uno striscione con lo slogan “Cittadinanza per gli immigrati, svendete il paese per un milione di voti”. “Le proteste della Lega sono antistoriche e nei fatti cozzano contro il volere degli italiani – afferma il deputato pd Edoardo Patriarca – Una legge sulla cittadinanza la vuole il Paese, che non capisce perché ci debbano essere cittadini di serie A e serie B”.

Polemiche anche da Fdi con Ignazio La Russa, relatore di minoranza, che prima si imbavaglia e poi abbandona l’aula dopo una serie di proteste per il contingentamento dei tempi e accusando la presidenza di non avergli dato modo di intervenire sugli emendamenti.

“A poche ore dall’approvazione finale della legge sulla cittadinanza l’opposizione tenta di mistificare la ratio di una norma che invece di rendere automatico un diritto lo trasforma in un percorso attivo, legato all’integrazione e al radicamento culturale” ha commentato la deputata del Pd Caterina Pes, firmataria di una pdl sullo Ius soli temperato abbinata al testo unico sulla cittadinanza. “Nessuna burocrazia, al contrario: è una legge – ha commentato ancora la parlamentare – che affronta il tema della cittadinanza con una visione moderna ed europea. Lo ius soli temperato che è alla base di questo testo è un principio che correttamente lega il diritto di cittadinanza al radicamento culturale ed educativo degli stranieri che ne fanno domanda”.

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