Le città metropolitane smontano i piani grillini. E loro fanno i capricci

M5S
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I numeri non premiano le sindache Appendino e Raggi che non hanno la maggioranza nel “parlamentino” metropolitano

Sono veramente in pochi a saperlo ma ieri migliaia di sindaci e consiglieri comunali hanno votato per eleggere i nuovi “parlamentini” metropolitani di Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli. Queste assemblee, scelte non direttamente dai cittadini ma da chi una carica ce l’ha già nei comuni di interesse della città metropolitana di riferimento, sostituiscono quelle delle vecchie province, andate in soffitta dopo la riforma Delrio.

Vere e proprie elezioni di secondo livello che hanno regalato sorprese e qualche malumore, sopratutto fra i 5 stelle. A Roma e Torino, infatti, le due sindache pentastellate Raggi e Appendino, non hanno ottenuto la maggioranza e si apprestano a governare con qualche difficoltà sul territorio.

img_3348La sindaca di Roma, in particolare, nonostante avesse sfoggiato il suo ottimismo recandosi al voto con una maglietta evocativa, ad urne chiuse si è lamentata: “Per la riforma elettorale hanno pensato al premio di maggioranza, qui invece se ne sono dimenticati e non capisco come si possa governare… Noi comunque governeremo sui temi”.

I numeri di Roma fotografano una realtà tripartita, che però non coincide con quella uscita a giungo dalle urne: il M5S infatti ottiene 7 consiglieri su 24, il Pd invece raggiunge quota 8 e il centrodestra altri 7. E’ evidente che nuove alleanze sono possibili e c’è chi dice che già ci si stia muovendo per trovare un accordo tra Pd-Fdi-Fi per rilanciare la candidatura di Roma2024 ai Giochi Olimpici, con una “mozione metropolitana” che spazzi via quella partorita dal Comune, fra mille polemiche. Questa indiscrezione si scontra però con la definitiva chiusura annunciata dal presidente del Coni Giovanni Malagò.

E’ andata meglio nelle città governate dai sindaci del Pd: Beppe Sala a Milano fa il pieno di voti, la stessa cosa a Bologna per Merola. Situazione meno serena per il sindaco di Napoli De Magistris.

Nel Movimento, i risultati non soddisfacenti, fanno fibrillare. Grillo, dal sacro blog, sentenzia: “L’abolizione delle Province è una presa in giro”e si dimentica della democrazia rappresentativa che vige in Italia: “Per le città metropolitane solo politici che eleggono politici” (come se i politici non fossero scelti dai cittadini). Ma è anche la giornata del duro attacco all’Anci. “Se entro gennaio non cambiano le cose, i 37 Sindaci 5 Stelle se ne vanno” minaccia Luigi Di Maio che ha invitato i sindaci pentastellati a “fare squadra” contro il Governo.

Insomma un fuoco di fila incrociato con un unico obiettivo fisso: Renzi. Mai che si occupassero di governare.

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