“Cinquant’anni per la spina dorsale d’Italia”. Cosa ha detto Renzo Piano a Renzi

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Renzo Piano durante la presentazione del progetto della nuova torre dei piloti del porto di Genova, durante la presentazione alla stampa a Palazzo San Giorgio, 19 giugno 2015 a Genova. ANSA/ LUCA ZENNARO

L’incontro tra il senatore a vita e il premier per parlare della strategia alla base del grande piano di ricostruzione e prevenzione

“L’emergenza attuale è il primo tassello strettamente inserito in un progetto di lungo termine. Parliamo di un intervento di 50 anni e su due generazioni. Parliamo di tutti gli Appennini, la spina dorsale dell’Italia, da nord a sud“. A parlare è Renzo Piano, senatore a vita, il più famoso architetto italiano, che ha incontrato Matteo Renzi a Genova per parlare di quella che deve essere la strategia, la visione alla base del grande piano integrato di ricostruzione e di prevenzione che il presidente del Consiglio ha già ribattezzato ‘Casa Italia’.

“Per i sopravvissuti che hanno perso le case – ha detto Piano in un’intervista concessa a Federico Rampini di Repubblica – bisogna operare con cantieri leggeri, che non allontanino le persone dai luoghi dove vivevano, che si potranno smontare e riciclare in seguito”. Ma questo è solo il primo passo di una strategia molto più ampia e complessa.

“Si deve agire con la massima urgenza per mettere a norma antisismica gli edifici pubblici. Ma la stragrande maggioranza sono privati. Qui si sa come intervenire: incentivi, sgravi fiscali, come già fatto nel campo energetico”. Accanto a questo, però, va fatto un lavoro di tipo culturale, legislativo: “Bisogna saper intervenire – dice Piano – nei passaggi generazionali, quando la casa dei nonni passa in eredità. Deve entrare in modo permanente nelle leggi del paese l’obbligo di rendere antisismici gli edifici in cui viviamo“.

E a chi parla di mancanza di risorse pubblica, Renzo Piano non le manda a dire: “E’ un luogo comune, le risorse ci sono eccome. E’ evidente che il Patto di Stabilità europeo consente flessibilità straordinarie per calamità atroci come questa, quando sono in ballo le vite umane, la sicurezza nazionale”. Inoltre, aggiunge, “non dimentichiamo che tutti i soldi spesi sono investimenti che generano ricchezza: oltre a salvare vite umane danno lavoro a tante imprese”.

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