Droni da Sigonella, Renzi: “Autorizzazioni caso per caso”

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Sulle unioni civili “c’è chi dice che bisogna fare la legge ma poi mette i paletti”

“La mia proposta è che si chiuda la legge entro la settimana, rapidissimamente, un provvedimento sulle unioni civili al Senato e poi andare immediatamente alla Camera”. Il premier Matteo Renzi intervenendo su Rtl 102.5 è tornato sulle unioni civili e ha difeso così la sua scelta di porre la fiducia sul ddl Cirinnà, escludendo la stepchild adoption: “Dovendo scegliere tra il tutto mai e un pezzo oggi è meglio fare un pezzo oggi, altrimenti il rischio è la paralisi” e “credo – ha aggiunto il premier – che non si possa continuare a tergiversare e a prendere in giro la gente. La preoccupazione è che si continui a giocare sulla pelle delle persone, che si continuino a fare delle promesse”.

Sulla stepchild adoption, il premier ha aggiunto: “Il tema delle adozioni è molto delicato in questa discussione sono entrati argomenti molto grandi, come la maternità surrogata, che sono temi che riguardano anche gli eterosessuali. E’ una discussione complessa, è fondamentale che quello che si può chiudere si chiuda immediatamente”.

“Adesso vediamo come va, vediamo se passa la legge. Perché la preoccupazione più grande è che si continui a giocare sulla pelle delle persone senza portare a casa il risultato. Dopo tanto chiacchierare, come accaduto per tutto il resto, dalla legge elettorale al Jobs act, ho detto ora basta – ha detto ancora Renzi -. Altrimenti il rischio è la paralisi, l’ennesima palude. Non si può continuare a tergiversare e poi non fare niente. Oggi sul tema delle unioni civili c’è chi punta a non fare niente. Dice che bisogna fare la legge ma poi mette i paletti”.

Ma il premier non ha parlato solo di unioni civili; anche le misure economiche e la questione terrorismo sono state al centro dell’intervista rilasciata alla radio. E non poteva mancare una domanda sulle voci riguardo ai tagli della reversibilità alla quale Renzi ha risposto con una secca smentita: “E’ la classica notizia che si autoalimenta. Smentisco totalmente. Non c’è il taglio della reversibilità. Il vero tema delle pensioni è sulle minime, è una delle nostre priorità”, ma per ora il governo non può intervenire: “I soldi non si stampano, ne parlerò quando lo farò”.

E poi aggiunge: “Nel 2016 vogliamo diminuire il rapporto debito-pil come scelta di serietà verso i nostri figli e non vogliamo continuare a spendere i soldi che non ci sono. Abbiamo ridotto il carico sul lavoro e ridotto le tasse come priorità, speriamo che si riesca a rimettere in moto l’economia reale e ripartire”.

Sulla questione terrorismo, il premier ha confermato le parole del ministro della Difesa Roberta Pinotti, a proposito della notizia del Wall Street Journal in base alla quale il governo avrebbe dato il via libera ad interventi contro l’Isis in Libia anche dal suolo italiano e precisamente dalla base di Sigonella, ha assicurato che le autorizzazioni per l’utilizzo delle basi si valutano “caso per caso”. “E’ evidente che se si tratta di fare delle iniziative contro dei terroristi, dei potenziali attentatori dell’Isis, c’è uno stretto rapporto tra noi e i nostri partner internazionali. Il punto vero – ha aggiunto Renzi- è che si vedono dei piccoli segnali di speranza in Siria, queste sono ore decisive per il governo in Libia, dunque è del tutto fisiologico e naturale che priorità, sempre e comunque è quella di una risposta diplomatica. Poi naturalmente se abbiamo delle prove, delle evidenze che ci sono degli attentatori, dei kamikaze che si stanno preparando, dei potenziali attentatori, è evidente che l’Italia fa la sua parte insieme a tutti gli altri”.

Non manca un passaggio sull’incontro tra Renzi e Juncker che si terrà a Roma venerdì: al presidente della Commissione Ue “dirò: ‘Benvenuto nel Paese più bello del mondo” ha detto Renzi. “Agli europei stiamo provando a fare cambiare idea, anche se non è facile. Fosse anche la cosa su cui litighiamo per i prossimi mesi, devono capire che l’Italia non è il problema dell’Europa ma in questi momenti di difficoltà è l’unica che sta tenendo la barra dritta sull’immigrazione e anche sull’economia, per più crescita e meno discussioni sull’austerity e sui vincoli”.

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