Chiamparino cauto sulle tasse: prima il lavoro, poi se ci sono le risorse…

Festa de l'Unità

Il governatore piemontese sulle tasse non si uniforma alla linea del premier. Epifani coglie l’assist ma non si illude: “Renzi non si farà convincere”

INVIATO A MILANO – Sergio Chiamparino è uno dei sostenitori più convinti del governo dentro il Pd. Stavolta però ha voluto marcare le distanze dall’annuncio di Matteo Renzi relativo al taglio delle tasse. Ospite della Festa nazionale de l’Unità, il governatore piemontese si dice d’accordo sulla necessità di alleggerire il peso fiscale sulla casa, perché “non spinge le famiglie a investire sul mattone e gli imprenditori a costruire”. Ma il ‘tutto e subito’ del premier lo lascia un po’ perplesso: “Se non ci sono le risorse per fare tutto – spiega – io partirei dall’aumentare le detrazioni sulla prima casa sulla base dei redditi, mantenendo il resto per tagliare le tasse sul lavoro. Se poi si trovano le risorse per fare tutto, tanto meglio”. Anche perché “non c’è niente di peggio di operazioni fiscali che fai per un anno o due e poi non riesci a mantenerle, quindi i calcoli vanno fatti per tutto il triennio fino al 2018″.

Chiamparino offre così una sponda a Guglielmo Epifani che, insieme al resto della minoranza, si sta preparando a spostare proprio sul fronte del fisco lo scontro interno con il premier. “Io metterei i soldi per la riduzione delle tasse alle imprese che investono e al lavoro – spiega l’ex segretario – la vera anomalia italiana non è il prelievo sulla casa, ma l’Irpef. Solo qui c’è un’Irpef pagata per l’85% dal lavoro dipendente e dalle pensioni e inoltre la nostra Irpef è di circa 10 punti più alta rispetto alla media europea”. Epifani, comunque, non si lascia illudere: “Renzi farà quello che ha detto, perché non si farà convincere. Poi – avverte – noi valuteremo”.

Anche Valentina Paris, rappresentante dei Giovani turchi nella segreteria dem, chiede la conferma del principio per cui “chi ha di più deve pagare di più”, per questo “possiamo togliere la tassa sulla casa, ma dicendo a chi case ne ha due o tre che qualcosa possono comunque pagare”.

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