Chi vuole le elezioni alzi la mano

Politica
berlusconi2

La crescita lenta dimostra che per superare la crisi ci vuole tempo. E se non passa il ddl Boschi si apre una difficilissima crisi politica

Con una ripresa che c’è ma è lenta – certificata oggi dall’Istat, +o,2 – bisognerebbe fare di più per stimolare la domanda e dunque la produzione. L’annunciato piano di riduzione della pressione fiscale può bene andare in questo senso. Ma il problema enorme riguarda il panorama mondiale e europeo che certo non aiuta il nostro Paese. E non si tratta qui solo delle conseguenze dettate dalla politica monetaria nazionalista della Cina o delle non risolte tensioni nel cuore dell’Europa e delle connesse turbolenze con la Russia di Putin.

La verità è che stentano anche gli altri paesi europei. Ciò non va rimarcato perché mal comune mezzo gaudio ma perché l’affanno della Francia e anche il ritmo fattosi più blando dell’economia della Germania stanno lì a dirci che la Grande Crisi non è alle nostre spalle. Se qualcuno si era illuso che bastasse qualche mese e un governo più determinato si era sbagliato.

Per aggredire i nodi strutturali di questa crisi occorre più tempo, più coesione, più innovazione.

E tuttavia la situazione generale dell’economia italiana è migliore di un anno fa. Lo dicono i dati, e forse un pochino pochino anche la percezione comune, almeno in alcune realtà del Paese.

Non è tutto ma non è nemmeno poco.

In questa situazione non bisogna scherzare col fuoco. Non si può prendere a cuor leggero il rischio di una crisi politica. Intendiamoci: con ogni probabilità non ci sarà. Renzi è ottimista sui numeri, e con qualche ragione: palazzo Madama è  pieno di voti in libera uscita.

Ma è chiaro che se la riforma del Senato non dovesse passare si aprirebbe la strada ad una crisi che, ragionevolmente, non avrebbe altro sbocco se non quello delle elezioni. Nessun governo potrebbe far finta di niente se il Senato bocciasse un suo provvedimento peraltro di ordine costituzionale.

Ed è difficile contestare che in questo parlamento non esistono altre maggioranze, dopo tre esperimenti di governo che si sono realizzati in questa legislatura.

Non paiono tanto minacce, quanto constatazioni di buon senso.

Pertanto, un partito come Forza Italia, che già diede il suo sì al ddl Boschi e all’Italicum, dovrebbe pensarci bene e lasciar perdere “scambi” impropri. E questo vale anche (e soprattutto) per la sinistra Pd, che non merita davvero di fare la parte dei Turigliatto di turno.

Se invece Forza Italia e la sinistra del Pd ritengono che sia meglio far cadere il governo e andare alle urne, prima lo dicono e meglio è. Almeno risparmieremmo bizantinismi da Prima repubblica e lasceremmo “governi bis” e  “rimpasti” alle cronache del passato.

Vedi anche

Altri articoli