Chi può spendere e come i 500 euro del bonus scuola

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Consigli per gli acquisti per spendere al meglio i soldi della formazione docenti

Cinquecento euro e una domanda “come posso spenderli?”. Sono tantissimi gli insegnanti che cercano le corrette informazione su come utilizzare la somma messa a disposizione dal governo per i docenti che dovranno investirli in autoformazione e aggiornamento. Un decreto che era stato salutato dal premier Renzi con un tweet e una foto con il particolare della sua firma in calce.

Un “gruzzoletto” che darà l’opportunità agli insegnanti di aggiornarsi e migliorare la propria professione. In molti scelgono di spendere questa somma in corsi specifici, altri invece preferiscono dotarsi di strumenti che possano essere di ausilio per la didattica.

Per avere in mano la “card” vera e propria i professori dovranno aspettare il prossimo anno scolastico e potrà essere spesa durante l’intero anno scolastico. Il versamento che sarà erogato separatamente dall’accredito dello stipendio dovrebbe essere a disposizione entro la fine di ottobre. Inoltre entro il 31 agosto del prossimo anno i docenti dovranno presentare le ricevute delle spese effettuate per validare il consumo del Bonus. Con la Carta invece le procedure verranno snellite e le spese, già tracciabili, non avranno bisogno di rendicontazione.

Ecco i numeri che il governo, nella Legge sulla Buona Scuola, ha stanziato per questa operazione 380 milioni di euro che vanno spesi entro la fine del 2015 e coinvolge  anche gli insegnanti delle scuole materne e dell’infanzia che in un primo momento erano stati ritenuti esclusi. I soldi spettano anche a quegli insegnanti che attendono ancora l’assunzione e che è previsto saranno a ruolo con la fase C delle assunzioni previste da legge.  Per quelli invece che rientreranno a novembre, per il potenziamento dell’organico docenti, il bonus si pensa verrà erogato entro il 31 dicembre 2015.

Il bonus, spiega la legge, può essere speso:

  • per acquistare libri, testi, riviste e pubblicazioni utili all’aggiornamento professionale (anche in formato digitale);
  • per acquistare hardware e software;
  • per iscriversi a corsi di aggiornamento e di qualificazione professionale, purché siano svolti da enti
  • che hanno credito presso il Miur;
  • per iscriversi a corsi di laurea, specialistica o a ciclo unico che abbiano attinenza col profilo professionale, ovvero ad un corso post-laurea o ad un master universitario inerente al proprio profilo professionale;
  • per assistere a rappresentazioni di teatro e cinematografiche,
  • per acquistare biglietti di ingresso a musei, eventi culturali, mostre o spettacoli dal vivo;
  • per iniziative che siano coerenti alle attività indicate nel PTOF e nel Piano nazionale di formazione

Il comma 121 della legge 13 luglio 2015, n. 107  conclude dicendo che la somma non costituisce retribuzione, quindi nemmeno reddito imponibile.

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