Chi era e come ha agito il killer di Monaco

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Monaco-attentatore

Secondo alcuni media britannici il giovane è stato identificato come Ali Sonboly

Si sarebbe ispirato al massacro compiuto da Anders Behring Breivik esattamente 5 anni fa, era in cura per depressione, probabilmente un “folle” vittima delle sue fissazioni: la polizia e un rappresentante della procura a Monaco di Baviera hanno ricostruito in conferenza stampa il quadro su cui gli inquirenti stanno lavorando all’indomani della strage nel centro commerciale Olympia di Monaco di Baviera.

A sparare, ha annunciato in nottata dalla polizia, è stato un ragazzo di 18 anni, nato e cresciuto in Baviera, ma di origini iraniane. Secondo alcuni media britannici il giovane è stato identificato come Ali Sonboly. Il padre del ragazzo é un tassista e la madre lavora nella catena di grandi magazzini Karstadt.

“Ci sono indizi che il killer di Monaco era stato vittima di bullismo”.Ha detto il ministro dell’Interno Thomas de Maizie’re a Berlino, al termine del gabinetto di crisi sulla sicurezza che conferma l’ipotesi di un insano gesto dettato da un rancore covato a lungo. Dietro il gesto di David Ali Sonboly,ci sarebbe il risentimento con i suoi coetanei e i suoi compagni di scuola.

Un quadro pieno di punti interrogativi, con un elemento dato per certo: il 18enne tedesco di origini iraniane che ha aperto il fuoco con una pistola Glock (ottenuta illegalmente) “non aveva nessun rapporto con l’Isis”. La polizia ritiene “evidente” il “legame” con il fanatico di estrema destra norvegese Breivik, che il 22 luglio del 2011 uccise 77 persone. Ed è verosimile che il killer soffrisse di “una forma di depressione”.

Secondo informazioni raccolte nelle ore dopo la sparatoria, il giovane sarebbe stato in cura presso una struttura psichiatrica, ma per ora non ci sono informazioni certe sul suo “stato di salute mentale”, ha detto il procuratore. “Per quanto riguarda i dettagli della malattia per ora non abbiamo ulteriori informazioni, abbiamo ricevuto delle prime informazioni su cui, diciamo, si basa il quadro della ricostruzione di quanto accaduto. Bisogna verificare tutto questo”, ha spiegato. La Glock con cui l’attentatore si è sparato un colpo alla testa e che è stata ritrovata accanto al suo corpo era stata ottenuta “illegalmente”, il giovane non aveva un porto d’armi e in generale non aveva precedenti penali.

Nel suo zainetto sono stati rinvenuti circa 300 proiettili. Un’ipotesi, data la prevalenza di teenager tra i morti, è che l’attentatore abbia mirato in particolare ai giovani, cosa che secondo la polizia “non è possibile confermare nè smentire”. Il dubbio che il killer possa aver voluto colpire suoi coetanei è alimentato anche da un post su Facebook che non si esclude possa essere stato inviato dall’attentatore, violando il profilo di una terza persona inconsapevole, per attirare ragazzi nel ristorante McDonald’s di fronte a cui è iniziata la sparatoria.

Su quest’ultimo fatto la polizia ha precisato che “vi sono molte speculazioni che circolano” e solo gli inquirenti potranno stabilire la verità. Come al momento resta da ufficializzare il fatto che l’autore della strage a Monaco abbia lamentato atti di bullismo subiti a scuola.

I genitori sono stati interrogati e c’è un fratello, di cui per ora non si hanno notizie. Padre e madre non avrebbero fornito particolari dettagli: per ora “non è stato possibile approfondire dato lo stato in cui si trovano”, ha affermato il procuratore.

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