Chi è Vincenzo Boccia, designato Presidente di Confindustria

Confindustria
VINCENZO BOCCIA

Per l’elezione definitiva andra’ al voto dell’assemblea privata il prossimo 25 giugno

Vincenzo Boccia ha superato l’altro candidato in corsa, Alberto Vacchi. Su 198 aventi diritto, hanno votato in 192: Boccia ha ottenuto 100 voti, Vacchi 91 e una sola scheda bianca. Ora sarà l’assemblea generale del 25 maggio a ufficializzarne l’elezione.

Boccia, 52 anni, salernitano, amministratore delegato dell’azienda Arti Grafiche si caratterizza come una candidatura interna alla struttura associativa. L’imprenditore salernitano ha sempre svolto una carriera nell’associazione degli industriali. È stato presidente della Piccola impresa e vicepresidente (molto apprezzato) del Comitato del credito, insomma una figura confindustriale di tutto rispetto. Lui stesso ha dichiarato pubblicamente che da anni va cinque giorni a settimana a Confindustria, e ha saputo costruire il consenso della piccola impresa attorno alla struttura (godrebbe infatti del ‘beneplacito’ delle persone vicine Squinzi e Marcegaglia). Lo slogan di Boccia, considerando il suo profilo, potrebbe essere quello di portare le piccole imprese alla guida di viale dell’Astronomia.

Nella presentazione del suo programma elettorale, lo scorso 17 marzo, ha posto l’accento sui fattori di competitività e sui driver di sviluppo. Il suo mantra si basa sul recupero della produttività ed è proprio sulla base di questo presupposto che siederebbe a un tavolo con Cgil, Cisl e Uil per discutere della riforma del modello di contrattazione. Boccia, spiega in un’intervista al Corriere della Sera, porta avanti “un’idea di un’associazione concentrata sullo sviluppo di fattori di competitività orizzontali: energia, riforma dello Stato, relazioni industriali, infrastrutture, credito, Sud e digitale. Intervistato anche da Repubblica, il candidato salernitano afferma che “Confindustria deve svolgere un ruolo politico, presentando le sue proposte di politica economica nell’interesse del Paese oltreché delle imprese e deve essere corresponsabile di progetti per lo sviluppo del Paese. Questo è un ruolo politico, pur mantenendo l’equidistanza dai partiti politici”.

Gli 8 punti chiave del suo programma elettorale

La linea indicata da Boccia nella presentazione del suo programma, avvenuta lo scorso 17 marzo, è quella di rilanciare la vocazione industriale dell’Italia agendo su otto fattori di competitività. Prima leva di competitività sono le relazioni industriali. Per Boccia “con il Jobs act il governo ha aperto la strada al superamento del mercato del lavoro rigido e dualistico. Ora spetta a noi – aveva detto nella sua relazione – la grande responsabilità di completare la riforma con un assetto di relazioni industriali adeguato alle sfide competitive che abbiamo di fronte”. Seconda questione, occorre costruire una finanza al servizio delle imprese. Terzo fattore di competitività è la riforma dello Stato. Occhi puntati, in primis, sul capitolo delle semplificazioni sulle quali si avanza “troppo adagio”. Quarto punto la questione fiscale: il nostro sistema resta oppressivo e continuiamo a pagare non solo troppe tasse ma anche cattive tasse. La questione energetica è il quinto nodo da affrontare per rilanciare il Paese. Cruciale è poi, come sesto fattore, il capitale umanoInternazionalizzazione e Sud sono le ultime due leve di competitività secondo Boccia.

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