Chi è Sadiq Khan, il nuovo sindaco laburista di Londra

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Di origine pakistana, musulmano moderato, europeista convinto, avvocato in difesa dei diritti umani: la storica elezione del nuovo sindaco di Londra

Sadiq Khan è il nuovo sindaco di Londra. A spoglio ancora in corso, la situazione è già chiara. 46 anni, musulmano moderato, europeista, nato e cresciuto nella periferia sud della capitale britannica, figlio di un autista di bus e di una sarta, tifoso del Liverpool: con l’elezione di Khan, ancora una volta, Londra si conferma la capitale del cambiamento e del coraggio. Una notizia che, alla luce di quanto sta accadendo oggi in Europa e di quanto potrebbe accadere tra poco più di un mese in Gran Bretagna con il referendum sulla Brexit, assume un significato ancora più forte.


Sadiq Khan è un politico atipico anche per una città multietnica e diversa come Londra: i genitori arrivarono a Londra a metà degli anni Settanta dal Pakistan, dove le famiglie di origine si erano trasferite dopo l’indipendenza dell’India. Il padre guidatore di autobus, la madre sarta, Khan è cresciuto con sei fratelli e una sorella in un alloggio popolare nel sud di Londra.

Una famiglia povera, i cui figli dormivano in letti a castello sistemati nella stessa camera dei genitori. Sadiq voleva diventare dentista, ma la sua professoressa delle superiori gli consigliò di studiare legge, perché aveva buone capacità dialettiche.

Sadiq si specializzò in diritti umani e per dieci anni lavorò come avvocato fino a diventare partner dello studio Christian-Khan. Una carriera professionale dedicata a combattere le discriminazioni razziali, gli abusi della polizia verso gli immigrati, a difendere la libertà di parola e i diritti dei carcerati, che lo ha portato a diventare presidente nazionale dell’organizzazione Liberty, un gruppo di pressione che si occupa di libertà civili.

Da questa posizione Khan diventa prima consigliere comunale e poi nel 2005 parlamentare nel collegio di Tooting, dove è nato e cresciuto.

Rispetto a molti suoi colleghi arrivati in Parlamento dopo una gavetta nel partito, come assistenti parlamentari o special advisor, Khan viene dalla strada e dal lavoro in difesa degli ultimi, e lo si vede chiaramente nella sua capacità di creare immediatamente un’empatia con gli elettori: la signora che sta allevando quattro figli in una casa popolare lo sente naturalmente al suo fianco, lo riconosce come parte della sua stessa storia.

Ma al tempo stesso, grazie all’elezione in Parlamento e alla veloce carriera nei ranghi del governo (è stato il primo musulmano a diventare membro del Cabinet) Sadiq ha cominciato ad assumere un ruolo di visibilità nazionale. Nel 2009 divenne ministro dei trasporti nel governo Brown, un ruolo che gli ha permesso di costruire una certa esperienza nel campo delle infrastrutture e della viabilità e che sicuramente ha aggiunto autorevolezza alla sua campagna per il sindaco di Londra (che è l’autorità responsabile per la rete della metropolitana e dei bus della Capitale).

Partendo come uno dei candidate sfavoriti, Sadiq Khan ha vinto la nomination interna al Labour battendo alle primarie l’ex ministro Tessa Jowell e ha saputo nel corso dei mesi costruire una campagna elettorale convincente e positiva.

Girando per i quartieri della Capitale, incontrando le persone, focalizzando l’attenzione su trasporti accessibili, alloggi popolari, la qualità dell’ambiente, una città che promuove il business e le piccole imprese, Sadiq Khan ha saputo conquistare consensi e credibilità.

Con una campagna diretta e centrata sulle priorità dei londinesi, Khan ha saputo sconfiggere sia gli attacchi del suo diretto rivale, il conservatore Zac Goldsmith, che ha giocato tutto su una campagna negative e denigratoria dell’avversario, sia i problemi interni al suo partito, con una crescente tensione tra il Labour e la comunità giudaica inglese per un certo atteggiamento di tolleranza per fenomeni di antisemitismo.

Khan è un musulmano moderato, una persona dalla mente aperta, che ha sfidato la sua stessa comunità quando ha votato a favore dei matrimoni omosessuali, e viene visto per questo come un candidato liberale e tollerante, nonostante le accuse di estremismo che i conservatori continuano a tirargli addosso a poche ore dal voto.

Dopo otto anni di Ken “il Rosso” Livingstone e otto anni del conservatore Boris Johnson, un giovane ragazzo “di borgata”, il figlio di un emigrante pakistano, un musulmano che ha fatto l’avvocato dei diritti umani, sarà il nuovo sindaco di Londra. Un sindaco che sarà una ventata di aria nuova per una metropoli più inclusiva e tollerante.

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