Ecco la Trevi Cesena, l’azienda che metterà in sicurezza la diga di Mosul

Terrorismo
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Di cosa si occupa l’azienda italiana che ha vinto la commessa del valore di oltre 2 miliardi di dollari

È la Trevi di Cesena l’azienda italiana a cui spetterà il compito di mettere in sicurezza e “sistemare” la diga di Mosul, in passato chiamata diga di Saddam. Sarà un’operazione difficile soprattutto dal punto di vista della sicurezza e proprio per questo il premier italiano Matteo Renzi ha annunciato che saranno inviati 450 nostri militari in quell’area pericolosa al confine con lo stato islamico. “C’è bisogno di vigilanza armata per proteggere i lavori all’infrastruttura da attacchi terroristici – ha spiegato ieri il premier a Porta a Porta – e l’Italia si è presa con il ruolo guida questo incarico, cui parteciperanno anche militari americani”.

E stamane a Montecitorio il presidente del consiglio ha ulteriormente sottolineato che senza la difesa della diga di Mosul si rischia “un disastro” per Baghdad.

Vediamo allora di conoscere meglio l’azienda italiana che ha vinto la commessa del valore di oltre 2 miliardi di dollari. La Trevi di Cesena è nata in Emilia nel 1957 e ad oggi è attivo in oltre 80 Paesi con 30 filiali. È un leader mondiale nell’ingegneria del sottosuolo per fondazioni speciali, scavi di gallerie e consolidamenti del terreno.

La struttura del gruppo è suddivisa in quattro divisioni principali: Trevi, per servizi nell’ingegneria del sottosuolo; Petreven, attiva nella perforazione petrolifera; Soilmec, per macchinari e impianti di ingegneria del sottosuolo; e Drillmec, che produce impianti per perforazioni (petrolio, gas e acqua). Mentre la capogruppo è Trevi Finanziaria, quotata a Milano dal luglio del 1999, che ha chiuso il 2014 con ricavi per 1,25 miliardi di euro ed un utile netto di 24,4 milioni.

Il “rapporto” fra Trevi e Iraq parte da lontano, nel 2008, quando con Drillmec siglò un accordo con Iraqi Drilling Company per la fornitura di 6 impianti per la perforazione, per un valore di oltre 100 milioni di dollari. Successivamente, nell’autunno del 2011, la società di Cesena era stata molto vicina alla conquista dell’appalto (poi sfumato) della diga di Mosul. È solo quest’anno che rispunta il nome di Trevi nel contesto iracheno, quando gli Usa mostrano il loro apprezzamento per la disponibilità manifestata dal gruppo di Cesena per il consolidamento della diga di Mosul, attualmente pericolante e a costante rischio di crolli. Un consolidamento che ora potrà avvenire con l’ausilio dei 450 militari italiani in partenza nei prossimi giorni.

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