Chi è Fabio Rizzi, l’uomo forte della Sanità leghista

Lombardia
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Nato e cresciuto, politicamente e professionalmente, in provincia di Varese. Medico, preparato, pragmatico: un leghista anomalo, non ha mai fatto delle battaglie ideologiche la sua cifra politica

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza! Prima il Nord! Forza Milan!”. Poche parole, quelle scritte sul profilo twitter di Fabio Rizzi, attuale presidente della Commissione Sanità in Regione Lombardia, tra i 21 arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Milano nell’ambito dell’operazione “Smile” con le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio.

Medico anestesista, una vita in Lega
Cinquant’anni, nato a cresciuto nell’enclave leghista dell’Insubria, si diploma a Varese e si laurea in medicina e chirurgia a Pavia, si specializza in anestesia e rianimazione e a tutt’oggi ricopre ruoli di responsabilità presso strutture private della provincia di Varese. Parallelamente all’attività professionale, coltiva a fondo la passione politica. Iscritto alla Lega Nord dall’età di 26 anni, dal 1997 viene regolarmente eletto nella lista monocolore Lega Nord del suo Comune, Besozzo, dove ricopre il ruolo di assessore alla Sanità, vicesindaco e infine sindaco fino al maggio del 2012.

L’ascesa e l’affermazione come uomo forte della Sanità lombarda
La sua carriera in Lega è tutta incentrata su responsabilità nel campo della Sanità: da settembre 2003 a novembre 2006 è responsabile provinciale di Varese, da novembre 2006 a giugno 2008 è segretario provinciale. Il 29 aprile 2008 viene eletto senatore e resta a Palazzo Madama (in contemporanea con il ruolo di sindaco di Besozzo) fino a marzo 2013. Anche in questo caso svolge attività tutte legate a Sanità e Welfare. Terminata l’esperienza a livello nazionale, si candida in consiglio regionale lombardo e viene eletto con 2082 preferenze. Dal 16 aprile 2013 è presidente della commissione Sanità e Politiche sociali.

Un pragmatico: prima Bossi, poi Maroni, oggi Salvini
Oggi è considerato a pieno titolo l’uomo forte della Sanità leghista, non solo in Lombardia. Anche perché, a differenza dei suoi predecessori, uno su tutti il medico personale di Umberto Bossi, Luciano Bresciani, un po’ di competenza in materia ce l’ha. Tanto che lo stesso Maroni ha affidato proprio a lui la stesura della riforma sanitaria approvata pochi mesi fa in Regione. Una carriera politica molto pragmatica, la sua, non segnata da particolari battaglie ideologiche. Da giovane era considerato più affine all’ala dura e pura del partito che si riconosceva in Umberto Bossi, poi  Bobo Maroni, oggi è legato (come dimostrano i tweet qua sotto) a Matteo Salvini. Un uomo per tutte le stagioni, insomma, con una spiccata attitudine per la gestione della cosa pubblica.

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