Chi c’è, chi non c’è e perché. Guida alla Festa de l’Unità di Milano

Festa de l'Unità
Il presidente del Consiglio e segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, partecipa alla festa regionale del PD a Villalunga di Casalgrande (Reggio Emilia), 13 agosto 2015.
ANSA/ELISABETTA BARACCHI

Al via domani la tradizionale kermesse del Pd, che apre un confronto con molti ma non con tutti: Cinquestelle e fuoriusciti dem non sono stati invitati. Ecco gli appuntamenti da tenere d’occhio

INVIATO A MILANO – Alla prima occhiata, la caratteristica più “renziana” della Festa nazionale de l’Unità che si apre domani a Milano è il titolo. Quel C’è chi dice sì (sottotitolo “Dalla parte di chi cambia l’Italia”) che richiama esplicitamente alla spinta propulsiva che il governo vuole dare alle riforme. Ma anche il voler tornare nel centro della città, tra la gente: nella Milano già protagonista in questi mesi con Expo e in quei giardini pubblici Indro Montanelli, a due passi dal centralissimo corso Buenos Aires.

E poi, tanto rosso, a festeggiare anche il ritorno in edicola e sul web de l’Unità (assente lo scorso anno a Genova, poche settimane dopo la chiusura del quotidiano) e di Unità.tv, che seguirà in diretta tutti gli eventi sul palco centrale e offrirà approfondimenti e curiosità su tutto quello che succederà alla Festa. I grandi concerti (Giuliano Palma domani sera, Irene Grandi il 30 agosto, il dj set di Don Joe dei Club Dogo il 3 settembre) tornano a essere gratuiti. I volontari impegnati sono 180, tra i quali molti giovani, mentre il costo complessivo si aggira intorno ai 500mila euro.

Leggendo il programma si scopre subito che se il titolo è dedicato a chi dice sì, tra gli ospiti non mancano anche quelli che negli ultimi mesi si sono ritrovati più spesso a dire “no”, dentro e fuori il Pd. Non sarà, insomma, un appuntamento a senso unico, un semplice megafono di propaganda. La Festa vuole tornare a essere anche quest’anno il vero fischio d’inizio dell’attività politica post-vacanziera. Uno spazio di confronto vero, dal quale è rimasto escluso solo chi – nelle previsioni degli organizzatori – si sarebbe chiuso in posizioni pregiudizialmente contrarie al Pd e al governo. E allora spazio a tutti, dalla minoranza interna (ovviamente) e Sel a Forza Italia e Lega, da tutti i sindacati a Confindustria, ma porte chiuse per Cinquestelle e fuoriusciti dem, che non sono stati invitati: la ferita non si è ancora rimarginata, per recuperare un terreno di dialogo comune ci sarà tempo.

Tra le “sfide” più interessanti sul palco centrale, sono certamente da tenere d’occhio Giuliano Poletti e Susanna Camusso (giovedì 27 agosto) che discutono del ruolo del sindacato, con Renato Soru come interessante “terzo incomodo”, Graziano Delrio e Giorgio Squinzi sulle infrastrutture (venerdì 28), Luigi Zanda, Paolo Romani e Nicola Fratoianni a confronto sulle riforme (domenica 30), Angelino Alfano, Emanuele Fiano e Sandro Gozi sull’immigrazione (mercoledì 2 settembre). Da notare anche il dibattito su welfare e diritti civili con Yoram Gutgeld, Micaela Campana e Dorina Bianchi moderati da Vladimir Luxuria (domenica 30).

Se il presidente della regione Roberto Maroni avrà un ruolo rilevante anche sul piano politico (sarà l’unico a rappresentare la Lega, in un dibattito con il sottosegretario Claudio De Vincenti e il leader Uil Carmelo Barbagallo), ha scelto un profilo più defilato il sindaco Giuliano Pisapia, protagonista di un appuntamento dedicato al governo della città in sala dibattiti (mercoledì 1 settembre), mentre contemporaneamente sul palco centrale ci sarà Pier Luigi Bersani. Il primo cittadino tornerà poi tre giorni dopo a presentare il suo libro all’interno della libreria della Festa.

Oltre a Bersani (giovedì 3, sul palco con il ministro ed ex bersaniano Maurizio Martina e la leader cislina Annamaria Furlan), altri esponenti della minoranza del Pd saranno protagonisti di dibattiti interessanti per capire lo stato dei rapporti interni, alla vigilia dell’approdo in parlamento di importanti riforme, a partire da quella costituzionale (a questo proposito, già domani sera sarà sul palco centrale il presidente del senato Pietro Grasso, al quale spetta il compito di sciogliere nodi regolamentari cruciali, a partire dalla riapertura o meno del confronto sul famigerato articolo 2 del ddl Boschi). Massimo D’Alema si confronterà giovedì 27 agosto con il ministro Paolo Gentiloni e con David Sassoli sul ruolo dei socialisti europei, mentre venerdì 4 settembre sarà la volta di Guglielmo Epifani, che discuterà di lavoro con Sergio Chiamparino. Ma sarà il giorno dopo, alla vigilia del comizio di chiusura del segretario Matteo Renzi, che saliranno sullo stesso palco il vicesegretario Lorenzo Guerini, il presidente dell’assemblea Matteo Orfini e il leader della minoranza Roberto Speranza, per provare a definire insieme le regole di comportamento per il futuro.

Una giornata, quella di sabato 5 settembre, che sarà dedicata in larghissima parte proprio alle questioni interne al Pd, con ben tre seminari (sul Sud con Debora Serracchiani, sulla comunicazione con Alessia Rotta e sul partito con Andrea De Maria). Anche se il vero test per capire il successo della Festa e il clima che c’è attorno ai dem rimane come sempre il comizio conclusivo del leader: l’appuntamento è per domenica 6 settembre alle 16.30.

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