Chelsea-Mourinho, è finita. Lo Special One in 30 frasi celebri

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epa05059732 Chelsea manager Jose Mourinho smiles during a press conference at Chelsea's training complex in Cobham, southwest of London, Britain, 08 December 2015. Chelsea FC will face FC Porto in the UEFA Champions League group G soccer match in London on 09 December 2015.  EPA/ANDY RAIN

Risoluzione consensuale del rapporto tra il club inglese e il tecnico portoghese. Ecco le frasi entrate di diritto nel gotha della comunicazione sportiva e non

Può piacere o meno, ma tutto si può dire di Josè Mourinho tranne che sia un uomo banale. Ripercorriamo la sua carriera attraverso 30 frasi celebri che hanno contribuito ad accrescerne il mito a livello globale.


Giocate come diavoli e vincete!

Non dimenticheremo mai questo giorno: le emozioni, le sensazioni, le immagini resteranno con noi per il resto della vita. Vivere con brutti ricordi è una tragedia; vivere con dei bei ricordi ci dà la forza per continuare la lotta. Siate voi stessi, non perdete l’identità come squadra, giocate come diavoli e vincete!

26 maggio 2004, dopo la vittoria con il Porto in Champions League


Special One

Vi prego di non chiamarmi arrogante, ma sono campione d’Europa e credo di essere speciale.

2 luglio 2004, conferenza stampa di presentazione al Chelsea


Dio, e dopo Dio, io

Non sono preoccupato dalla pressione. Se avessi voluto un lavoro facile, lavorando con la grande protezione di quello che avevo già fatto, sarei rimasto al Porto – una bella sedia blu, una Uefa Champions League, Dio, e dopo Dio, io. Se fossi rimasto là, perdendo 10 gare e senza vincere la Champions League, la gente avrebbe continuato a fidarsi di me e a pensare che sono il migliore.

10 luglio 2004


Wenger? Un guardone

Penso che sia un guardone. Ci sono alcune persone che, quando sono a casa, hanno un grande telescopio per vedere cosa accade nelle altre famiglie. Lui parla, parla e parla del Chelsea.

31 ottobre 2005, contro l’allenatore dell’Arsenal Arsene Wenger


Messi ha imparato a recitare

Come si dice “imbrogliare” in catalano? Barcellona è una città culturale con molti grandi teatri e questi ragazzi hanno imparato molto bene. Lui ha imparato a recitare.

23 febbraio 2006, contro Lionel Messi


Lavorare con me è facile, basta seguirmi

Sia come persona che come allenatore sono un tipo semplice. Vorrei che le persone, in compenso, fossero sempre aperte e disponibili. In fondo è facile lavorare con me. Basta seguirmi.

30 maggio 2008, al suo arrivo all’Inter


Non sono un pirla!

Cronista inglese: Pensa che Lampard potrebbe trovarsi bene nel calcio italiano?
José Mourinho: Perché mi chiedi di un giocatore del Chelsea?
Cronista inglese: È un modo furbo di riproporre il tema che lei ha appena evitato.
José Mourinho: Sì, siii… Ma io non sono un pirla.

4 giugno 2008


Ranieri? Troppo vecchio per cambiare mentalità

Sono in Italia per lavorare non per fare una guerra di parole. Voglio far bene con l’Inter, il meglio possibile per noi e dimenticare il lavoro degli altri. Ranieri? Ha comunque ragione per quello che dice: io sono molto esigente con me stesso e ho bisogno di vincere per avere sicurezza delle cose. Per questo ho vinto tante trofei nella mia carriera. Lui ha, invece, la mentalità di uno che non ha bisogno di vincere e a quasi settanta anni ha vinto una Supercoppa e un’altra piccola Coppa. È troppo vecchio per cambiare mentalità.

4 agosto 2008


Non vengo pagato per fare pubblicità a Monaco

Lo Monaco? Io conosco il monaco del Tibet, il Principato di Monaco, il Bayern Monaco, il Gran Prix di Monaco. Non ne conosco altri. Se questo Lo Monaco vuole essere conosciuto per parlare di me, mi deve pagare tanto. Io ho già degli sponsor che mi pagano per fare pubblicità. Non vengo pagato per fare pubblicità a Monaco.

15 settembre 2008, contro il dirigente del Catania Pietro Lo Monaco


Lasciate stare i giocatori, l’antipatico sono io

Dopo una partita non mi sentirete mai criticare i miei giocatori. Io non mi nascondo mai, mi piace che loro si sentano protetti. […] L’uomo antipatico sono io, l’arrogante sono io, l’allenatore senza capacità sono io e per noi questa cosa potrebbe essere molto positiva.

3 ottobre 2008


Balotelli? Se si allenasse la metà di Zanetti sarebbe tra i top al mondo

Un ragazzo giovane come lui non può permettersi di lavorare meno di gente come Figo, Cordoba, Zanetti. Non lo posso accettare da uno che non è ancora niente, che non è arrivato, che è ancora un talento e una promessa. Se si allenasse al 50% rispetto a giocatori come Zanetti e gli altri, sarebbe tra i più forti al mondo; lui invece si allena al 25% degli altri e ha solo 18 anni.

30 novembre 2008, a proposito di Mario Balotelli


Zero tituli

A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l’onestà intellettuale. Mi sembra che negli ultimi giorni ci sia una grandissima manipolazione intellettuale, un grande lavoro organizzato per cambiare l’opinione pubblica per un mondo che non è il mio. […] Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato del Milan che ha 11 punti meno di noi e chiuderà la stagione con zero titoli. Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali.

3 marzo 2009


Nessuno meglio di me

Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me.

3 marzo 2009


Neanche Gesù piaceva a tutti

Solo uno tra ventuno non voleva darmi la laurea honoris causa, ma è normale, neanche Gesù piaceva a tutti.

2 aprile 2009


Avremmo vinto anche in 7

Abbiamo dimostrato tutto, potevamo perdere questa partita solo in 6, era l’unico modo per perderla, perché in 7 la vincevamo.

24 gennaio 2010, dopo la vittoria per 2 a 0 contro il Milan in doppia inferiorità numerica


Un orgoglio allenare l’Inter

Ho un grande orgoglio di allenare l’Inter, di lavorare per una società che mi piace, con una cultura che mi piace, con i tifosi che hanno vissuto anni difficili e che solamente dopo hanno saputo per quale ragione hanno vissuto questi anni di grande difficoltà. È un orgoglio per me lavorare nell’Inter, sarò sempre molto felice un giorno di poter dire che sono stato l’allenatore dell’Inter.

17 maggio 2010


A volte Dio mi aiuta

Prego tanto. Penso anche che sia perché lavoro duro e bene. Ritengo di avere una buona leadership con i giocatori per il modo in cui mi interfaccio con loro. All’Inter tutti si sentono parte del gruppo, anche chi lavora in cucina. Io sono una brava persona, sono cattolico e a volte Dio mi aiuta.

18 maggio 2010, rispondendo alla domanda su come si diventa un vincente


Mi aspetterei un Bernabeu un po’ più simile a San Siro

Non sono nessuno, però mi piacerebbe un Bernabeu un pochettino più caldo. Nel derby, sopra 2-0, la gente se ne stava tranquilla. So che sono questioni culturali e bisogna accettarlo, però i giocatori meritano un pochettino di più. Non mi aspetto l’ambiente di San Siro, però un pochettino di più sì.

22 novembre 2010


Amo l’Inter

Voglio che l’Inter vinca sempre, tifo Inter, soffro con l’Inter e voglio che la gente dell’Inter sia felice.

16 gennaio 2011


Spero che Guardiola possa vincere una Champions con merito

Pep Guardiola ha vinto una Champions che a me darebbe vergogna di vincere perché l’ha vinta con lo scandalo di Stamford Bridge e se quest’anno vince la seconda con lo scandalo del Bernabeu. Per questo io spero che lui un giorno abbia la possibilità di vincere una Champions intera, bianca, che merita.

27 gennaio 2011, dopo la semifinale di Champions tra Real Madrid e Barcellona


I tifosi fischino me e applaudano i giocatori

Se i tifosi pensano che io sia il responsabile delle difficoltà di quest’ultimo periodo, sono felice. Domani staranno con i giocatori: fischino me e applaudano i giocatori durante la partita.

23 settembre 2011, riguardo la crisi di risultati del Real Madrid


Zeman? Ora cerco su Google

Sarei un mediocre? Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Scusi, ma dove gioca questo Zeman? Ah, è un allenatore; della Roma. Non lo sapevo… Ora che sono in vacanza ho un sacco di tempo libero, mi informerò su Google cosa ha fatto e cosa ha vinto..

21 giugno 2012


Odio la mia vita sociale

Odio la mia vita sociale. La odio. La gente non mi conosce veramente. Se quando finisce la partita potessi spegnere le luci e diventare uno sconosciuto, lo farei. Non posso andare a vedere una partita di mio figlio. Se vado a una partita di dodicenni, verranno quelli che si vogliono fare una foto, quelli che vogliono un autografo, quelli che vogliono insultarmi, quelli che vogliono andare dietro la porta per insultare mio figlio, un ragazzino di 12 anni. Per strada vorrei poter essere normale.

1 ottobre 2012


Un libro con Mario sarebbe una commedia

Potrei scrivere un libro di 200 pagine sui miei due anni all’Inter con Mario ma non sarebbe un romanzo drammatico, piuttosto una commedia perché è un ragazzo divertente.

4 ottobre 2012


Come l’Inter nessuno mai

L’Inter è il club in cui mi è piaciuto di più stare. Nessun altro mi ha regalato la stessa felicità. L’Inter è una famiglia e io appartengo alla famiglia nerazzurra per sempre. Quando l’ho lasciata ho pianto più di una volta.

28 novembre 2012


Sono uno di voi

Nella mia carriera ho avuto due grandi passioni, l’Inter e il Chelsea, e il Chelsea è molto più che importante per me. È stato molto difficile giocare contro questo club. Ai tifosi prometto le stesse cose che ho promesso nel 2004 e dico: sono uno di voi.

3 giugno 2013, nel giorno del suo ritorno al Chelsea


Penso al calcio ogni minuto

Mi sveglio presto e vado via tardi, pensando al calcio ogni minuto. Non importa in quali club sono stato. La mia giornata lavorativa è rimasta uguale. Un sacco di allenatori arrivano da me chiedendomi la ricetta del successo. Ma se vogliono una ricetta dovrebbero andare da un dottore. Il calcio non è così.

9 giugno 2013


Boateng? Non cerco fotomodelli

Non cerco fotomodelli, il Chelsea insegue calciatori. Nell’ultimo anno ha fatto più cambi di look che gol.

9 giugno 2013, parlando di Kevin Prince Boateng


Sto diventando sempre più bravo

Penso di avere un problema, ovvero, sto diventando sempre più bravo in ogni aspetto del mio lavoro, che ha avuto un’evoluzione in molte aree differenti: nel modo in cui leggo la partita, nel modo in cui la preparo, nel modo in cui alleno… Mi sento sempre meglio. In una cosa però non sono cambiato: quando affronto la stampa, non sono mai un ipocrita.

9 aprile 2015


Pogba mi piace ma non si può avere tutto

Pogba piace a tutti, ma ci sono cose che si possono fare e altre che non si possono fare. Mi piace anche la Torre Eiffel, ma non posso averla nel mio giardino.

19 luglio 2015

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