Che succede nell’Anpi emiliano? Voci di epurazioni

Referendum
Un gonfalone dell'Anpi a Milano in una foto d'archivio. ANSA/

Indiscrezione del Corriere di Bologna, nuova segretaria favorevole al No

Che succede nell’Anpi dell’Emilia? Possibile che la discussione sul referendum – che ha messo in rotta di collisione l’associazione dei Partigiani con il Pd – sia così lacerante da provocare qualche scossone anche all’interno dell’associazione stessa?

Sul Corriere della Sera di Bologna è apparso un articolo abbastanza inquietante: il segretario regionale dell’Anpi, sostenitore del Sì, sarebbe stato sollevato e sostituito da una seguace del No. Possibile?

“A quanto si apprende – scrive il Corriere di Bologna – ad inizio estate il coordinatore dell’Anpi dell’Emilia-Romagna Ivano Artioli, che aveva preso posizione pubblica a favore del Sì al referendum sulla Costituzione è stato sollevato dal suo incarico ed è stato sostituito nel ruolo di coordinatore regionale dal presidente dell’Anpi di Bologna, Anna Cocchi, alla guida di una delle sezioni più ortodosse per il fronte del No”.

Proprio Cocchi è protagonista in questo giorni della polemica sulla presenza alla Festa sell’Unità bolognese.

Leggiamo ancora: “Nei confronti di Artioli era stato aperto anche un procedimento di deferimento ai probiviri ma poi non se ne è saputo più nulla. E non è finita qui: Artioli prima di esprimersi a favore del Sì era anche un componente del comitato nazionale e non è stato rinnovato dopo il nuovo congresso: in pratica il posto che spetta alla Romagna è vacante. Il diretto interessato non vuole fare polemiche e si limita ad una considerazione generale: ‘Io mi auguro ancora che dopo il referendum, quando questa fase delicata terminerà, possa ritornare dentro l’Anpi il tradizionale equilibrio dell’associazione'”.

Non sappiamo come stiamo le cose. Sembrerebbe strano un atto dal sapore antico come quello sostituire un dirigente con un altro più “in linea” (l’Anpi nazionale è per il No).

Intanto si cerca di smorzare la polemica Pd-Anpi. Dopo aver detto no al volantinaggio contro la riforma, il Pd ha proposto di organizzare tre dibattiti con rappresentanti del No indicati dai partigiani, che dovranno rispondere velocemente: la Festa comincia ormai fra una settimana.

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