Che i bambini siano la priorità. Non solo oggi

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E’ la giornata internazionale per i diritti dell’infanzia

Bambine e bambini sono il nostro futuro. Senza bambine e bambini il nostro lavoro, quello di ciascuna e ciascuno di noi, sarebbe sterile e senza senso. Bambine e bambini subiscono di più e prima l’impatto negativo di crisi, condizioni di povertà, disuguaglianze, sfruttamento. Non riusciamo purtroppo a preservarli, non riusciamo, come società, a riconoscere quanto siano importanti. Lo ricordiamo oggi che è la giornata internazionale per i diritti dell’infanzia, ma deve diventare una priorità di ogni giorno.

Nel mondo 385 milioni di bambine e bambini vivono in povertà assoluta (dati Unicef- Banca Mondiale). 3 milioni muoiono ogni anno per malnutrizione.  Più di 150 milioni tra 5 e 14 anni lavorano. Le organizzazioni internazionali stimano che entro il 2030 69 milioni di bambini sotto i 5 anni moriranno per cause che si potevano  prevenire, 167 milioni di bambini vivranno in povertà, 750 milioni di bambine saranno state costrette a sposarsi e oltre 60 milioni di bambini saranno esclusi dalla scuola.
In italia 1 bambino su 10 è in povertà assoluta e quasi un minore su tre è a rischio povertà ed esclusione sociale.
Sono dati dell’ultimo rapporto Save the Children. Ma colpisce ancor di più, del rapporto, notare quante bambine e bambini vivano “senza”: senza frutta e verdura fresca (il 2,6%), senza mangiare proteine almeno una volta al giorno (5,7%), senza abiti nuovi, ma solo usati (8,5%), senza libri scolastici adatti (7,7%), senza giochi (quasi il 6%), senza nemmeno una settimana di vacanza l’anno (29,5%), senza festa di compleanno (7,1%).
I bambini di 4 famiglie povere su 10, inoltre, soffrono il freddo d’inverno per la mancanza di riscaldamento. E in Italia abbiamo ancora il 14.7% di abbandono scolastico, con picchi sconvolgenti, come il 24,3% in Sicilia.
Inoltre la durezza di questo ultimo anno ha aggiunto ad una situazione già critica le difficoltà che vivono le aree colpite dal terremoto, con intere comunità alle prese con il lutto o la perdita di ogni bene primario, e bambine e bambini esposti a dolore, sofferenza, privazione.
Ci sono poi le tante bambine e i tanti bambini nati in Italia da genitori immigrati, cui Igiaba Scego ha prestato le parole per una lettera inviata alla Presidenza del Senato, per chiedere alla loro amata Italia di ricambiare l’amore e concedere i diritti di cittadinanza. E ci sono i tanti minori che arrivano come migranti, rifugiati, richiedenti asilo, che giungono da noi dopo viaggi atroci e spesso solo, senza più famiglia.

È evidente quanto ci sia da fare, da parte delle Istituzioni, per garantire a tutte e tutti, in Italia come nel  mondo, diritti fondamentali, come cittadinanza, nutrizione, salute ed educazione, e poi servizi che permettano di crescere, coltivare speranze, impegnarsi per realizzarle. Occuparci dei bambini significa occuparci di realizzare una società più accogliente, sicura e in salute, coesa, collaborativa.

Le bambine e i bambini possono insegnarci valori che per loro sono naturali, e che gli adulti invece rischiano di dimenticare. Lo sguardo dei bambini è aperto, attento, pronto a condividere e camminare insieme. Sono valori che possono migliorare la democrazia. Valori che ritroviamo a fondamento dell’Agenda 2030 dell’ONU e che, con la nostra collaborazione, possono essere quelli intorno a cui cresce quella che Unicef ha chiamato “generazione sviluppo sostenibile”.
I 17 obiettivi definiti dall’ONU uniscono lotta a povertà e fame, salute ed educazione, acqua ed energia pulita, rispetto dell’ambiente e infrastrutture sostenibili, diritti del lavoro e crescita, riduzione delle disuguaglianze e parità di genere.
Obiettivi che chiedono un nuovo programma di azione, per creare condizioni di benessere diffuso e accessibile a tutte e tutti.
In italia significa costruire un programma di forte spinta all’uguaglianza.Dalla maternità alle opportunità che una bambina o un bambino ha di realizzare i propri sogni, dobbiamo dare nuove priorità all’azione politica.
Garantire ad ogni bambina e ogni bambino che la propria famiglia abbia un reddito minimo, aumentare e migliorare l’efficienza dei servizi per le famiglie (tutte le famiglie), cambiare le regole delle adozioni, puntare sull’educazione (scuola e rispetto delle differenza e degli altri), completare la legge per lo ius soli, scegliere l’accoglienza.
Intorno a queste priorità democratici e progressisti, in Italia, in Europa e nel mondo, possono costruire un programma di azione e di cambiamento che vuole e può incidere in modo concreto sulla vita di bambine e bambini, e quindi di tutte e tutti.

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