Raggi “cancella” le proposte sui diritti civili. E nel M5S c’è chi non ci sta

Amministrative
Virginia Raggi, candidata M5S a sindaco di Roma, durante il Forum all'ANSA, Roma, 25 maggio 2016. ANSA/ETTORE FERRARI

Dal programma della candidata a sindaco spariscono le iniziative precedentemente concordate nel Movimento per rendere la Capitale gay friendly e combattere la transfobia

Soltanto pochi giorni fa, dal consiglio di amministrazione del Gay Village, facevano sapere che l’avvocatessa romana aveva rifiutato il confronto sui diritti civili, disertando i continui inviti con la “classica” scusa “ho un altro impegno”. Alcuni avevano, quindi, cominciato a sollevare dubbi che non fosse una scelta casuale ma una vera e propria strategia per “strizzare l’occhio” anche all’elettorato di centrodestra.

Monica Cirinnà, senatrice dem e “mamma” della legge sui diritti civili passata in Senato, fa notare che nel programma del MoVimento per Roma, riferimenti ai diritti delle persone omosessuali mancano del tutto.

In effetti, scorrendo la parte del programma che riguarda le politiche sociali l’unico riferimento lo troviamo al capitolo sull’accoglienza,  in cui si legge che obiettivo del M5S è l’“organizzazione e la promozione di iniziative per una Roma città accogliente e tollerante nei confronti di tutte le diversità”.

raggiNiente di meno e niente di più. Anna Paola Concia non ha dubbi e su Facebook scrive: “E brava Virginia Raggi la ‘cripto intollerante’, rifiuta di andare al Gay Village perché lei gli omosessuali ‘li tollera’. Ambigua come una vecchia politicante da quattro soldi, vista l’aria e visto il fatto che il M5S vuole che lo votino nuovi e vecchi fascisti toglie dal suo programma la lotta alle discriminazioni nei confronti di gay lesbiche e trans. Romani svejateve!!!!”

Eppure alla fine del 2015 il tavolo ‘politiche sociali’ del M5S aveva messo a punto due proposte da inserire nel programma elettorale: una per rendere Roma una vera capitale europea ‘Gay Friendly’ e l’altra contro la transfobia. Ora di queste proposte non c’è più traccia, perse nel silenzio di Virginia Raggi. Qual è il motivo?

Secondo Cristina Leo, componente dell’Osservatorio parlamentare Lgbt dei Cinque stelle, “nessuno/a dei membri del Tavolo Politiche sociali del M5S di Roma si è assunto la responsabilità di aver tolto dal programma comunale le schede proposte sul tema dei diritti Lgbt”. E continua con un lungo post su Facebook: “Chi ha preso questa decisione, qualche semplice attivista del Tavolo Politiche Sociali del M5S di Roma, la stessa candidata sindaco Virginia Raggi, lo staff nazionale?! Chi?! Il M5S ha sbandierato la bandiera dell’Onestà, ma essere onesti non significa solo non aver compiuto reati, implica anche onestà intellettuale!!! Allora dove è l’onestà intellettuale di chi ha manomesso il programma delle politiche sociali del M5S di Roma?!”.

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