Cei: attenzione a distinguere matrimonio e unioni civili

Unioni civili
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Il documento a conclusione della tre giorni del Consiglio episcopale

La Cei fissa la sua posizione sulle unioni civili: “L’equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili – con l’introduzione di un’alternativa alla famiglia – è stata affrontata all’interno della più ampia preoccupazione per la mutazione culturale che attraversa l’Occidente”. Così si legge nel documento a conclusione del Consiglio episcopale.

Negli interventi “si è espressa la consapevolezza della missione ecclesiale di dover annunciare il vangelo del matrimonio e della famiglia, difendendo l’identità della sua figura naturale, i cui tratti sono recepiti nella stessa Carta costituzionale”.

La Cei spiega che “le difficoltà e le prove della famiglia – e insieme la sua bellezza, centralità e unicità – sono state ampiamente sottolineate dai Vescovi, a ripresa e approfondimento dei contenuti offerti nella prolusione del Cardinal Bagnasco”, ricordando, tra l’altro, “l’identità propria e unica dell’istituto matrimoniale» e «la richiesta di politiche familiari consistenti ed efficaci”.

Bagnasco, tre giorni fa, nella sua introduzione ai lavori aveva detto: “Sogniamo un Paese a dimensione familiare”. Aveva poi chiarito: “Ogni Stato assume doveri e oneri verso la famiglia fondata sul matrimonio, perché riconosce in lei non solo il proprio futuro ma anche la propria stabilità e prosperità”. E in Italia, in particolare, “i Padri costituenti ci hanno consegnato un tesoro preciso che tutti dobbiamo apprezzare e custodire”. “La famiglia è un fatto antropologico, non ideologico», aveva aggiunto spiegando che spetta ai laici “di iscrivere la legge divina nella vita della città terrena. Assumano la propria responsabilità alla luce della sapienza cristiana e facendo attenzione rispettosa alla dottrina del Magistero”. Un discorso molto attento a non forzare in una fase delicata della discussione in seno alla Chiesa.

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