C’è l’intesa, 6 miliardi in 3 anni. E ora per i sindacati si parla un’altra lingua

Pensioni
Un momento del tavolo sulle pensioni tra governo e sindacati al ministero del Lavoro, Roma, 28 settembre 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

Nel nuovo vertice è stata raggiunta un’importante intesa sugli impegni che l’esecutivo dovrà assumere

Governo e sindacati hanno firmato un verbale condiviso sul sistema pensionistico. A siglare il testo è il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, insieme ai tre leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna CamussoAnnamaria Furlan Carmelo Barbagallo.

L’intesa raggiunta grazie alle regia di Poletti e con il costante contributo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, assume un significato politico molto rilevante in primo luogo perché arriva dopo un lungo confronto, aperto, durato diversi mesi (il dialogo è cominciato a maggio). E in secondo luogo in quanto certifica la fine di una fase in cui i rapporti tra le due parti non sembravano più attraversare momenti di serenità.

L’intesa si traduce in un verbale finale di 5 pagine che riassume gli impegni dell’esecutivo. “Abbiamo rappresentato l’intenzione del Governo di rendere disponibili sei miliardi in tre anni – aggiunge Poletti parlando di risorse – e questa previsione fa i conti con il quadro generale di finanza pubblica e siccome sono interventi strutturali, avremo una distribuzione che parte più bassa e cresce nel tempo”.

Il dialogo tra le parti comunque proseguirà, restano ancora cose importanti da stabilire. Ad esempio sull’Ape (anticipo pensionistico) agevolato – si legge nel verbale – le categorie, “nonché l’ammontare del reddito ponte agevolato, saranno individuate dopo un confronto tra governo e sindacati”.

Ma i capitoli generali sono ormai definiti: Ape fino ad un massimo di tre anni e sette mesi, bonus per i precoci (coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni, che potrebbe però essere limitato ai ‘super-precoci’, a chi cioè ha cominciato a lavorare prima dei 16 anni), aumento della cosiddetta quattordicesima: verrà riconosciuta ai pensionati con redditi complessivi personali fino a mille euro al mese (2 volte il trattamento minimo) con la platea dei beneficiari che sarà così elevata dagli attuali 2,2 milioni a 3,3 milioni di pensionati.

Già in mattinata Poletti aveva ribadito che in questi mesi di dialogo è stato fatto un “buon lavoro e pensiamo di essere vicini a una sintesi”. E la sintesi alla fine è arrivata, soprattutto dopo aver sciolto il vero nodo su cui si doveva discutere oggi, quello sulle risorse: non a caso l’appuntamento è arrivato soltanto dopo il varo della Nota di aggiornamento del Def, dunque con un quadro più definito delle risorse che il governo avrebbe messo a disposizione.

La soddisfazione dei sindacati

“È stato fatto un buon lavoro ma non si può dire che sia concluso”, afferma la leader della Cgil, Susanna Camusso, al termine dell’incontro. Il verbale sugli interventi previdenziali, sottolinea ccomunque Camusso, dà atto anche di “ipotesi non condivise”. In particolare, ha sottolineato, “rispetto alle aspettative iniziali sarebbero state necessarie più risorse e più cose”. Ad esempio per i giovani e le loro pensioni, per i quali “sono stati definiti i titoli ma non c’è la traduzione in una soluzione”.

Secondo il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, il confronto “ha portato a dei risultati, anche se restano ancora delle questioni da chiarire e la discussione continua”. Anche per Barbagallo in ogni caso “è stato fatto un buon lavoro, in particolare con l’estensione a 1,2 milioni di pensionati della quattordicesima”.

Ancora più ottimista la reazione della leader della Cisl, Annamaria Furlan, “Finalmente i pensionati vedono un po’ di giustizia dopo tanto anni di manovre sempre in negativo” afferma al termine del vertice, osservando come ci sia stato un “cambio di paradigma. Ora si usa un linguaggio di coesione sociale e non di spaccatura tra generazioni. Non ci accontentiamo, il lavoro va avanti ma il dialogo con il governo è stato produttivo, cosa che fino a un anno fa era difficilmente immaginabile”.

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