Riunito il governo: subito disponibili 50 milioni

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Matteo Renzi al giorno forse più difficile da quando guida il governo italiano. Oggi previsto il Consiglio dei ministri

È iniziato a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri: il governo metterà in campo i primi provvedimenti, a partire dalla dichiarazione di stato di emergenza per le aree colpite e dall’erogazione dei 234 milioni del Fondo per le emergenze nazionali.

Il Cdm, ha spiegato il ministro per le Infrastrutture Delrio, “metterà a disposizione la prima somma, presumibilmente 50 milioni in attesa di fare un’analisi dei danni subiti e poi di finanziare altre parti”.

In serata si terrà poi  una riunione operativa per un ulteriore esame della situazione (che peraltro è ovviamente monitorata minuto per minuto).

Da parte sua, il ministro della cultura Dario Franceschini ha annunciato che tutti gli incassi dei musei della giornata di domenica saranno devoluti alle zone colpite da sisma.

La giornata di ieri del premier era iniziata nel cuore della notte, quando giungono le prime notizie del sisma che ha distrutto Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto. L’area colpita è vasta, va dal reatino all’ascolano: la calamità, ammette il premier, “è di grande impatto”. Dopo i primi contatti con la Protezione Civile Renzi opta per inviare immediatamente nelle aree colpite il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. E, come è accaduto già nel recente scontro tra i due treni in Puglia e diversamente dalle calamità che hanno colpito nei mesi scorsi il Paese, il premier ci mette subito la faccia. Prima con una dichiarazione alla stampa da Palazzo Chigi poi recandosi nel pomeriggio ad Amatrice.

An injured man in Amatrice, central Italy, where a 6.1 earthquake struck just after 3:30 a.m., Wednesday, Aug. 24, 2016. The quake was felt across a broad section of central Italy, including the capital Rome where people in homes in the historic center felt a long swaying followed by aftershocks. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

“Non lasceremo nessuno da solo”, promette il premier prima di tornare a parlare con la stampa da Rieti, dopo una riunione tecnica in prefettura. Una tragedia in merito alla quale ora “fare polemiche non ha significato”, scandisce Renzi replicando a chi gli fa notare l’alto numero di morti che, come a L’Aquila, ha segnato il sisma di questa notte. “Questo è il momento delle lacrime, della preghiera, del rispetto”, sottolinea, dicendosi orgoglioso dei centinaia di soccorritori che operano sin dalla notte e che, ad Amatrice, incontra nel palazzetto dello sport adibito a centrale operativa d’emergenza.

Renzi promette una ricostruzione “che permetta agli abitanti di ripartire, di vivere questi borghi così belli”. E’ “una sfida di credibilità e onore”, rimarca Renzi facendo intendere la volontà di non seguire l’esempio delle New Town aquilane. Esempio che, da Arquata del Tronto, la presidente della Camera Laura Boldrini boccia nettamente: “La filosofia delle New Town porta tante disfunzioni”.

 

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