Via libera agli ultimi 4 decreti del Jobs Act. Ammortizzatori estesi a 1,4 milioni di lavoratori

Lavoro

Il Cdm ha approvato tutti e quattro i decreti attuativi della riforma del mercato del lavoro. A illustrare le principali novità è il ministro del lavoro Giuliano Poletti

Il Cdm ha approvato tutti e quattro i decreti attuativi della riforma del mercato del lavoro in materia di semplificazioni, politiche attive, ammortizzatori sociali e ispezioni. «È stato portato a termine un processo di riforma di grandissimo rilievo e in tempi estremamente rapidi». A illustrare le principali novità è il ministro del lavoro Giuliano Poletti  “Sono soddisfatto, abbiamo concluso la riforma del lavoro” che ha poi aggiunto: “Abbiamo rimesso al centro il contratto a tempo indeterminato. Centinaia di migliaia di precari hanno un contratto stabile”. Più in generale, il ministro sottolinea l’importante contributo alla stesura finale dei provvedimenti arrivato dal Parlamento: “Desidero ringraziare tutti quelli che hanno lavorato sul Jobs act e il Parlamento italiano, che ha fatto le sue osservazioni sulla base delle quali il testo è uscito migliorato. E’ stato un apporto importante”. “Con gli ultimi 4 decreti approvati oggi abbiamo portato a termine un processo di riforma di grandissimo rilievo e in tempi estremamente rapidi”. Cosi’ il sottosegretario Claudio De Vincenti al termine del cdm.

Dimissioni in bianco. Finito il tempo della pratica delle dimissioni i firmate dal lavoratore “in bianco”, magari richieste da un datore di lavoro a una donna per poi metterla alla porta in caso di maternità. Lo ha confermato il ministro del lavoro, Poletti, dopo il Consiglio dei ministri, spiegando che nei decreti attuativi è previsto un apposito modulo per le dimissioni, datato e numerato, proprio per evitare le lettere di dimissioni in bianco. “Nel nostro Paese il fenomeno delle dimissioni in bianco ha colpito soprattutto le donne. Abbiamo cambiato questa normativa con un meccanismo per la certificazione, che può essere fatta tramite un modulo scaricato dal sito del ministero del Lavoro con data e numero. Fogli bianchi non sono più utilizzabili. Questo è un dato di civiltà importante”.

Ammortizzatori. La cassa integrazione viene estesa a 1,4 milioni di lavoratori delle aziende da 5 a 15 dipendenti. Spiega Poletti: “L’ammortizzatore in costanza di rapporto di lavoro durerà 24 mesi in un quinquennio mobile, periodo che sale fino a 36 se si usa la solidarietà. Sulle aliquote di applica il meccanismo bonus malus, paga di più chi più usa la cassa”. Il ministro ha chiarito anche che la Naspi, il nuovo assegno contro la disoccupazione involontaria durerà 24 mesi. “Abbiamo fatto un lavoro importante sugli ammortizzatori sociali tenendo tutto dentro ai principi di inclusione, semplificazione e razionalizzazione”, spiega il ministro.

Ispettorato Unico. Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto attuativo del Jobs act sulle attività ispettive, con l’istituzione dell’Ispettorato unico. Poletti ha spiegato che “lo spirito è quello di migliorare la performance delle ispezioni”. “Anziché avere tre soggetti – ha detto al termine del cdm – ci sarà un istituto solo, così semplifichiamo anche per le imprese”.

Controlli a distanza. “Quello che serviva era una legge chiara e rispettosa della privacy e la norma li rispetta entrambi”, rivendica Poletti, spiegando le modifiche apportate dal Cdm al capitolo controlli a distanza, al centro di un braccio di ferro tra governo e Parlamento. “Abbiamo modificato l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori per individuare una nuova disciplina nel rispetto della privacy colmando un vuoto non sugli impianti fissi ma sugli strumenti in dotazione ai lavoratori”, spiega al termine del Cdm. “Oggi abbiamo una legge complessiva con norme chiare e definite nel rispetto della privacy”, conclude. In particolare, la soluzione scelta per dipanare la matassa prevede: un accordo sindacale per poter installare un impianto di sorveglianza fisso mentre nessuna autorizzazione sarà richiesta per dotare i lavoratori di strumenti di lavoro dal cellulare al tablet, al Pc. L’impresa dovrà invece “informare adeguatamente” il lavoratore sulle potenzialità di controllo sia degli impianti che degli strumenti e rispettare le norme sulla privacy.  I controlli a distanza sui dispositivi di lavoro in dotazione ai lavoratori potranno avvenire solo nel rispetto della normativa della privacy. “La norma estende i controlli sui nuovi strumenti di lavoro (tablet, telefonini), l’utilizzo delle informazioni può essere fatto solo in rispetto della privacy ma l’autorizzazione sindacale o del ministero non è necessaria per cellulare e tablet ma solo per telecamere”.
«Ora scatta la fase due, quella dell’implementazione», ha concluso Poletti. «Rispetto a tutte queste norme abbiamo previsto una strumentazione di monitoraggio e verifica per ogni provvedimento, un comitato che valuterà gli esiti di questo lavoro. Noi siamo favorevoli alla stabilità normativa, ma non possiamo neppure dire che non toccheremo cose sbagliate».

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