Catalogna, vittoria degli indipendentisti ma senza maggioranza

Esteri
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El Mundo le ha definite le più importanti elezioni del periodo democratico dalla morte di Francisco Franco.

E’ un voto considerato storico quello che ha visti protagonisti i catalani. Si rinnova il parlamento regionale e il mondo separatista punta a trasformare una vittoria in un plebiscito a favore dell’indipendenza della regione autonoma spagnola.

Da una parte lo schieramento favorevole alla secessione dalla Spagna vince, ma dall’altra non convince gli elettori: le formazioni che hanno promosso la consultazione (Junts pel Si e Cup) non hanno ottenuto il 50% dei voti del Parlamento autonomo, che era il loro obiettivo plebiscitario. Un risultato che consente al governo centrale di Mariano Rajoy di frenare sul piano separatista condotto dal presidente catalano Artur Mas, il quale però insiste: vanno riconosciute le aspirazioni indipendentiste dei catalani.  Lo stesso Mas sostiene che non si debbano contare i voti ma i seggi: se fosse stato un referendum come quello scozzese – afferma  – avremmo contato solo i voti.
Dai risultati definitivi emerge che la coalizione che sosteneva Mas ha ottenuto 62 seggi su 135 mentre gli anti-capitalisti del Cup ne hanno presi 10, arrivando a 72 deputati con piu’ del 47% dei voti. L’affluenza e’ stata del 77% dei cinque milioni e mezzo di aventi diritto, un record storico superiore del 9% rispetto alle elezioni del 2012. Male le formazioni anti-indipendenza in quella che era vista come la piu’ importante consultazione elettorale della Spagna post-franchista: cantano vittoria solo i centristi anti-sistema di Ciudadanos (25 seggi). I socialisti si fermano a 16 seggi, la sinistra di Catalunya Si’ ne ottiene 11, come il Partito popolare del premier Mariano Rajoy che ora rischia di venir spazzato via alle elezioni politiche di dicembre. “Oggi ha vinto il si’ e ha vinto la democrazia”, ha esultato Mas, “non cederemo: abbiamo vinto con quasi tutto contro e questo ci da’ una forza enorme e una grande legittimità per portare avanti questo progetto

In caso di secessione della Catalogna, la Spagna perderebbe il 16% della propria popolazione, un quarto delle esportazioni, un quinto dell’intera produzione economica iberica e centinaia di chilomenri di coste sul Mediterraneo. Ma allo stesso tempo Bruxelles ha chiarito che la secessione significa l’uscita dall’Unione Europea.

I 5,5 milioni di elettori catalani si sono mobilitati in massa, trascinati dalla consapevolezza dell’importanza storica della consultazione, la più importante per la Spagna dalla fine del franchismo secondo la stampa di Madrid e di Barcellona.

La vittoria del campo della secessione ha suscitato l’entusiasmo anche fuori confine. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha scritto su Facebook “Forza Catalunya! Alla faccia di Bruxelles e degli Stati centralisti, che vogliono cancellare popoli, lingue, culture, identità e lavoro, c’e’ chi resiste e partecipa, nel nome della Libertà Grazie!”. Soddisfatto anche l’ex ministro delle finanze greco Yannis Varufakis: “Siamo tutti vittime di una crisi non necessaria. Tutte queste scosse telluriche, come questa in Spagna, devono rafforzare l’Europa”.

“Oggi ha vinto il si’, e ha vinto la democrazia”: cosi il presidente catalano uscente Artur Mas ha rivendicato la vittoria alle elezioni regionali. “Non cederemo: abbiamo vinto con quasi tutto contro, e questo ci da’ una forza enorme e una grande legittimità per portare avanti questo progetto”.

“Stiamo scrivendo la pagina più gloriosa della storia della Catalogna”, ha aggiunto. Ora Mas dovrà negoziare con il Cup la formazione di un governo indipendentista, impresa che appare fattibile nonostante la pretesa del partitino di sinistra di avere il capolista di Junts pel Si’, Raul Romeva, come nuovo governatore proprio al posto di Mas. Junts pel si’ e Cup avevano gia’ fatto sapere che in caso di vittoria avrebbero avviato una “disconnessione” da Madrid con l’obiettivo di proclamare l’indipendenza entro il 2017, nonostante il governo spagnolo guidato da Rajoy consideri questo passo incostituzionale.

Dopo la diffusione degli exit poll, gli indipendentisti si sono radunati a Barcellona urlando “Indipendenza!” e sventolando le bandiere a strisce giallorosse della Catalogna. Il leader della campagna per l’indipendenza, Francesc Homs, si e’ rivolto alla folla affermando che “in base ai dati disponibili l’impressione che ci sia una maggioranza chiaramente favorevole all’indipendenza è un dato di fatto”. Il leader dei secessionisti radicali di sinistra del Cup, Antonio Banos, ha twittato: “Dedicato allo Stato spagnolo: senza rancore, adios!”, accompagnando il messaggio con la canzone dei Los Ronaldos “Adios Papa”.

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