Dopo l’assoluzione adesso Marino si toglie qualche sassolino

Roma
Ignazio Marino saluta i suoi sostenitori  in Campidoglio a Roma 25 ottobre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

La Procura aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi

Ora comincia a togliersi qualche sassolino dalla scarpa: durante la conferenza stampa di questo pomeriggio, Ignazio Marino ha attaccato frontalmente il Pd: “Il conto di certe azioni le paga il paese, soprattutto quando riguardano la capitale di Italia. Qualcuno ora si dovrebbe guardare allo specchio e capire se ha la statura di statista e farsi un esame di coscienza”.

Comprensibile la sua gioia per essere stato assolto dall’accusa di peculato, perché “il fatto non sussiste”, in relazione agli scontrini dei rimborsi presentati al Campidoglio, e dall’accusa di truffa, perché “il fatto non costituisce reato”, per i contributi alla onlus Imagine.

“Sono felice, aspettavo questo esito perchè sapevo di essere innocente”. E’ stato questo il primo commento dell’ex sindaco di Romaalla sentenza di assoluzione. “Ringrazio la giustizia – ha detto visibilmente commosso -, di fronte ad accuse infamanti e a comportamenti dei media e della politica molto pesanti, e’ stata finalmente ristabilita la verità”.

“Anche nei momenti più bui di questa vicenda io non ho mai cessato di credere alla giustizia. La strategia vincente è stata quella di chiedere un confronto tra le tesi oggi bocciate della Procura della Repubblica e le affermazioni di verità che durante questo lungo anno ho pronunciato in ogni sede”. Dopo aver commentato ‘a caldo’ con i cronisti la sua assoluzione, l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino ha voluto esprimere attraverso una nota altre sue riflessioni, maturate da questa vicenda giudiziaria: “Desidero innanzitutto ringraziare i miei avvocati, Enzo Musco, Franco Moretti e Alessandra Martuscelli, i quali con passione e vera dedizione e con alta professionalità si sono battuti perchè la verità fosse affermata. Ed e’ chiaro che la decisione del gup sarà oggetto di valutazione in sede politica e che sarà criticata o lodata espressamente a seconda dei punti di vista da cui ci si mette. Per me questa decisione ha soltanto il valore del ripristino della verità e della conseguente mia interiore tranquillità”. Concludendo, l’ex sindaco Marino ha aggiunto: “Quanto al mio futuro politico, che molti di voi mi chiedono, devo dire che non è questo il momento per prendere decisioni ma è invece un momento di riflessione su quello che è stato e su quello che verrà”.

Nei suoi confronti le accuse erano di falso, peculato e truffa. La decisione è stata presa dal gup Pierluigi Balestrieri. Oggetto del processo 56 cene, per circa 13 mila euro, pagate dall’ex sindaco con la carta di credito, e la predisposizione di certificati che attestavano compensi destinati a collaboratori fittizi o inesistenti che avrebbe procurato alla Onlus un ingiusto profitto di seimila euro. La Procura aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi.

L’inchiesta sul cosiddetto “scandalo scontrini” aveva dato il colpo definitivo alla giunta Marino, già indebolita dalla vicenda di Mafia Capitale che l’aveva in parte toccata e dagli scontri interni nel Pd. Ne erano seguiti il commissariamento della Capitale e le elezioni anticipate, vinte nel giugno scorso dal M5S.

Vedi anche

Altri articoli