Caso rifiuti, Nogarin smentito dal regolamento comunale

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Il sindaco non ha pagato la Tari e il regolamento comunale lo smentisce

Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin forse dovrebbe spiegare al cittadino di Livorno Filippo Nogarin che le regole si rispettano. Anche quelle votate dal consiglio comunale di Livorno. E il cittadino Nogarin dovrebbe spiegare al sindaco Nogarin che forse un sindaco dovrebbe conoscere i regolamenti del comune che sta amministrando. Perché il regolamento di Livorno prevede che chi prende in affitto un immobile a qualsiasi titolo è tenuto a presentare denuncia per la tassa sui rifiuti. Nogarin non l’ha fatto. Quella tassa non è stata pagata. Nogarin ci ha detto che non spettava a lui farlo. Ma Nogarin sta facendo anche il sindaco a sua insaputa?

Per Filippo Nogarin sindaco Cinquestelle di Livorno sono giorni durissimi. Non solo la crisi di Aamps, l’azienda di rifiuti che rischia il fallimento, è una bomba più politica che ecologica, ma sta diventando sempre più imbarazzante per lui la questione che l’Unità ha sollevamento in merito ad un immobile che la fascia tricolore pentastellata ha preso in affitto a Livorno nel 2014. Al primo cittadino è stato chiesto se avesse pagato o meno la Tari, la tassa dei rifiuti.

Dalla risposta è emerso che il sindaco Nogarin quel tributo non l’ha pagato. A questo punto diventa fondamentale capire se quella tassa spettava al sindaco Filippo Nogarin, il quale, forse sentendosi colto in fallo, nella sua replica (mandata per iscritto) attaccava: «Dispiace vedere il quotidiano fondato da Antonio Gramsci pubblicare articoli infamanti da vera e propria macchina del fango, senza neppure avere la compiacenza di verificare le fonti”. Sostenendo, inoltre, che questo “è un curioso modo di fare giornalismo”. In fondo “sarebbe bastato fare una telefonata”. Anche se lo stesso sindaco quando ripetutamente lo abbiamo cercato per fargli una intervista e porgli qualche domanda non s’è mai fatto trovare. Peccato. Soprattutto per i suoi elettori che così avrebbero potuta conoscere meglio la sua versione dei fatti. Ma anche qui quello che è successo è chiaro: abbiamo chiamato Nogarin che però non ci ha risposto. Nessuna macchina del fango quindi, ma casomai il dovere per chi ricopre un incarico pubblico di essere trasparente e il diritto dei cittadini di sapere la verità. Anche su questo episodio della tassa sui rifiuti.

A questo punto è bene chiarire al Sindaco come funziona la macchina amministrativa nella città che sta guidando perché a quanto pare non è molto esperto.

Sappiamo che il contratto stipulato dal Sindaco è un quattro anni più quattro con durata dal 05 agosto 2014 al 04 settembre 2018. Nogarin ha citato nella sua replica l’articolo 14 del D.L. 201/2011. Un articolo che però lo abbiamo già detto è stato abrogato dalla Legge 27 dicembre del 2013 numero 147. Un errore che da solo dimostra quanto il profilo di Nogarin sia quello di un sindaco, a dir poco, sprovveduto.

Ma andiamo avanti. Nogarin spiega che quel tributo non spetta a lui sostenendo di aver fatto un utilizzo temporaneo di durata non superiore a 6 mesi nel corso dello stesso anno solare dell’immobile. E quindi che la tassa sarebbe a carico del proprietario.

Una tesi che appare un arrampicarsi sugli specchi. Comportamento ancor più grave è poi l’abuso strumentale del diritto che Nogarin sta compiendo nelle vesti, non solo di cittadino, ma di primo rappresentante delle istituzioni sul territorio. Infatti la norma richiamata non è pertinente con il suo caso. Il sindaco non è un utilizzatore temporaneo ma un conduttore pluriennale, nonostante abbia deciso poi di rescindere il contratto anticipatamente.

Tutto a posto? Non proprio. Il regolamento comunale di Livorno (approvato con delibera C.C. n. 44 del 29/4/2014) all’articolo 24 infatti spiega molto chiaramente che i soggetti “sono tenuti a presentare al Comune, entro i trenta giorni successivi all’inizio del possesso, occupazione o conduzione di locali od aree tassabili apposita dichiarazione unica dei locali ed aree tassabili valida ai fini Tari, avvalendosi degli appositi moduli predisposti dal Comune”. Sindaco Nogarin lei però non l’ha fatto.

Insomma la tassa sui rifiuti su quell’immobile il sindaco non l’ha pagata. I moduli su quell’appartamento il sindaco non li ha presentati. Intanto l’Aamps, l’azienda dei rifiuti sta fallendo e circa 500 dipendenti (fra diretti e indiretti) rischiano il proprio posto di lavoro. Una crisi che nasce proprio per l’incapacità di riscuotere i crediti. Ma Nogarin sembra in-criticabile anche dai suoi stessi colleghi di partito. È lui infatti il sindaco simbolo di Grillo&Casaleggio. Tanto che i tre consiglieri di maggioranza M5S dissidenti sul destino di Aamps sono stati sospesi. Ai tre è stato spiegato in un email che hanno prodotto “notevole clamore” “rendendo pubblicamente e reiteratamente, in disaccordo rispetto alla maggioranza dei consiglieri, dichiarazioni di voto contro il sindaco e la giunta”. Cosi facendo hanno causato “danni all’immagine del Movimento 5 Stelle”. Se in queste purghe c’è una logica adesso non c’è che da attendere anche la sospensione dello stesso Nogarin. Chi più di lui sta arrecando un “danno di immagine” al Movimento Cinquestelle?

 

FOTO ANSA/FRANCO SILVI

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