Caso Regeni, Al Sisi ammette: “Noi egiziani abbiamo creato il problema”

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Ad ammetterlo il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi in un incontro con esponenti politici, sindacati e ong in Parlamento

“Noi egiziani abbiamo creato un problema con l’assassinio” di Giulio Regeni. A dichiararlo il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi in un incontro con esponenti politici, sindacati e ong in Parlamento. Al Sisi ha ribadito le sue condoglianze alla famiglia del giovane ricercatore italiano.

Il presidente ha negato qualsiasi coinvolgimento delle forze di sicurezza egiziane nell’uccisione di Giulio Regeni. Parlando in un discorso televisivo trasmesso alla nazione e ripreso dal quotidiano Al Ahram, Al Sisi ha accusato “gente malvagia” in Egitto che “spaccia bugie e menzogne” sull’omicidio e che imbarazza il Paese.

Le accuse del presidente si rivolgono soprattutto alla stampa egiziana che, dichiara Al Sisi, rilanciano “menzogne da parte di persone attorno ai noi, noi egiziani, che hanno trasmesso e pubblicato queste accuse e queste menzogne”, ha detto Sisi aggiungendo “l’abbiamo fatto a noi stessi. Siamo noi che abbiamo creato questo problema per l’Egitto. Siamo noi – ha ribadito – che abbiamo creato il problema per l’Egitto dell’uccisione del giovane italiano”.

“Voglio ricordare che il procuratore generale sta seguendo di persona le indagini, questo significa che il caso è in cima all’agenda dell’autorità giudiziaria”, ha sottolineato al Sisi. Il presidente egiziano ha proseguito nel suo discorso lanciando un nuovo monito ai media locali e internazionali, invitandoli a “non dipendere dai social network per scrivere i loro articoli sull’Egitto: “Il rischio è di innescare un vortice senza fine di voci e accuse infondate”. Infine il presidente ha dichiarato: “Perché stiamo prestando la massima attenzione al caso Regeni? Perché l’Italia è stata il primo paese a stare dalla nostra parte dopo la rivolta del 30 giugno”.

L’Egitto “nel caso di Giulio Regeni ha agito in totale trasparenza”, ha aggiunto Al Sisi, ribadendo che “i rapporti con l’Italia sono unici”.

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