Arrestato in Egitto il consulente della famiglia Regeni

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A moment of the manifestation to ask "Truth for Giulio" (Giulio Regeni is an Italian student murdered in Cairo, Egypt), Milan, 24 April 2016. ANSA/ MOURAD BALTI TOUATI

Fa parte dell’organizzazione che prestava consulenza alla famiglia del giovane ricercatore ed è accusato di terrorismo

Alla vicenda che ruota intorno all’assassinio di Giulio Regeni è stato aggiunto oggi un altro inquietante tassello. Le autorità egiziane hanno infatti arrestato nella giornata di ieri Ahmed Abdallah, capo della Commissione egiziana per i diritti e libertà, l’organizzazione non governativa egiziana che stava prestando attività di consulenza per la famiglia del ricercatore torturato e ucciso. L’accusa sarebbe quella di “istigazione alla violenza per rovesciare il governo, adesione a un gruppo “terroristico” e promozione del ‘terrorismo'”

A confermalo è stato sia un comunicato di Amnesty International, sia la famiglia Regeni che si è detta “angosciata” per le sorti dell’attivistà e preoccupata “per la recente ondata di arresti in Egitto ai danni di attivisti per i diritti umani, avvocati e giornalisti anche direttamente coinvolti nella ricerca della verità circa il sequestro, le torture e l’uccisione di Giulio”.

Secondo Amnesty tra le persone arrestate in Egitto figurano anche “la nota attivista Sanaa Seif e l’avvocato Malek Adly“. I tre si aggiungono ad altre 238 persone, tra cui attivisti e giornalisti locali e stranieri, che secondo Amensty sono state arrestate in varie città dell’Egitto il 25 aprile, giorno in cui si celebra il ritiro nel 1982 di Israele dalla penisola del Sinai.

“Il massiccio spiegamento di forze e mezzi di sicurezza – sottolinea l’organizzazione – ha di fatto impedito lo svolgimento delle manifestazioni pacifiche indette per protestare contro la cessione di due isole del mar Rosso all’Arabia Saudita, una decisione che secondo molti gruppi della società civile egiziana è stata presa in modo incostituzionale e privo di trasparenza”. Secondo Amnesty, almeno altre 90 persone erano state arrestate tra il 21 e il 24 aprile. Gli arrestati dovranno rispondere di varie accuse, tra cui reati contro la sicurezza nazionale e violazioni della legge antiterrorismo e della legge sulle proteste.

Le notizie provenienti dall’Egitto si accavallano con le polemiche scatenate ieri dall’intervento di Rania Yassen, attrice e presentatrice egiziana della tv Al Ahdath, affiliata alla rete saudita Al Arabiyas, che durante un programma ha parlato del caso Regeni andando su tutte le furie e mandando letteralmente al diavolo chi, in Italia ma non solo, sta polemizzando con l’Egitto per i scarsi risultati ottenuti finora nelle indagini. “Basta. Andate al diavolo. – ha esclamato innervosita – Questo è un complotto. Anche noi abbiamo un egiziano morto in Italia e non stiamo facendo tutto questo clamore”.

 

*Nella foto un istante del sit-in organizzato il 24 aprile a Milano per Giulio Regeni

 

 

 

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