Caso Regeni, al via il vertice degli investigatori a Roma

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Un momento del sit-in davanti all'ambasciata egiziana per chiedere la verità sulla morte di Giulio Regeni, Roma, 25 febbraio 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

E intanto il Times attacca l’Egitto: “C’è una tirannia al Cairo”

E’ iniziata la riunione tra gli investigatori italiani e quelli egiziani che indagano sul caso Regeni. Tra i primi a giungere al Centro conferenze internazionali presso la Scuola superiore di polizia in via del Vignola a Roma, il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone che guiderà la delegazione italiana di cui fanno parte anche il comandante del Ros dei carabinieri, generale Giuseppe Governale, e il capo del Servizio centrale operativo, Renato Cortese. Della delegazione egiziana fanno parte, invece, il generale Adel Gaffar e il brigadiere generale Alaa Abdel Megid, dei servizi centrali della polizia egiziana, il vicedirettore della polizia criminale del governatorato di Giza, maggiore Mostafa Meabed, e poi due magistrati della Procura del Cairo, Mostafa Soliman e Mohamed Hamdy El Sayed.

Gli occhi del mondo sono puntati su questa giornata molto importante, tanto che in un editoriale del Times dal titolo “Tirannia al Cairo” si punta esplicitamente il dito contro le autorità egiziane per la morte del ricercatore italiano. ”Il presidente Al Sisi ha promesso all’Italia la verità ma, fino ad ora, dall’Egitto c’è stato solo offuscamento”, si legge nell’articolo, che riepiloga i vari passaggi delle indagini sul caso. Secondo il giornale inglese, l’omicidio Regeni non è una ”atrocità isolata” ma il risultato di una repressione che sta andando avanti da anni. E questo non potrà che isolare l’Egitto a livello internazionale”, conclude il giornale.

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