“Caschi blu della cultura”, il percorso è iniziato

Cultura
L'intervento del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante la Conferenza Internazionale dei Ministri della Cultura dei Paesi aderenti ad Expo 2015, Milano, 31 luglio 2015. ANSA/ UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/ TIBERIO BARCHIELI +++ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING+++

Matteo Renzi alla Conferenza dei ministri della cultura a Expo: “L’Italia sostiene la proposta di istituire dei caschi blu per difendere i luoghi della cultura nel mondo. Non possiamo restare insensibili, le immagini di Palmyra sono un simbolo”

Se la via da seguire sarà quella dei “caschi blu della cultura“, lo si vedrà a breve. Parte dall’Expo di Milano il percorso internazionale che punta sulla cultura come strumento di dialogo tra i popoli. Con un primo obiettivo specifico: come preservare il patrimonio culturale in caso di conflitti armati e catastrofi naturali. È questo il tema del summit che oggi, 31 luglio, riunisce 83 delegazioni giunte da tutto il mondo – ci sono anche Unesco, Onu e Parlamento europeo – per la Conferenza internazionale dei ministri della Cultura.

“L’Italia sostiene la proposta di istituire dei caschi blu per difendere i luoghi della cultura nel mondo” assicura il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante il suo intervento. “Non possiamo – ha spiegato – restare insensibili di fronte a ciò che accade nel mondo oggi, le immagini di Palmyra sono un simbolo: a Palmyra, esattamente cinque anni fa, una compagnia di danza si esibiva in un meraviglioso evento. Cinque anni dopo un gruppo di ragazzi di 13-14 anni erano i killer che uccidevano con un colpo alla nuca alcuni poveri nostri fratelli e sorelle prigionieri. Ecco cosa sta avvenendo, nei luoghi della bellezza si registrano pagine di dolore”.

L’incontro si svolge nell’auditorium dell’esposizione internazionale allestito ad hoc per l’evento: un grande tavolo rettangolare con al centro le ricostruzioni di reperti archeologici d’epoca greca e romana, immagini proiettate sui muri che riproducono la spettacolare scenografia di Pompei. “Saremo orgogliosamente circondati da questo scenario”, commenta il padrone di casa, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini che ha salutato con una stretta di mano tutti i presenti.

“Spero – aggiunge l’esponente del governo – che questo possa essere il primo di una serie d’incontri in cui i ministri della Cultura possano costruire insieme un terreno comune”. Franceschini ricorda i pericoli che derivano dalle calamità naturali, come il terremoto che ha colpito il Nepal (di cui è presente oggi il ministro) e gli attacchi che vengono dal terrorismo, attacchi a beni che vengono distrutti “come simboli di una cultura diversa”.

L’ipotesi di dichiarazione finale condivisa “può dare un’indicazione chiara di impegno della comunità internazionale. Ognuno di noi – ammette – ha problemi di budget e urgenze che portano a pensare che gli interventi in cultura non siano prioritari”. Ma non è così. È importante coinvolgere la comunità internazionale. E per questo il suo desiderio è che l’appuntamento odierno diventi il primo di una lunga serie.

Per il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, è un momento importante: “Poter lavorare con gran parte dei nostri paesi è un elemento di soddisfazione. È bello vedere come i paesi riconoscano all’Italia un primato culturale. L’attenzione alla cultura popolare è insita nell’Expo. Da oggi usciamo più arricchiti e possiamo confermare il ruolo di primo piano dell’Italia in ambito culturale”.

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