Casamonica, per Gabrielli tutti sapevano tranne i vertici

Roma
Il capo della orotezione Civile, Franco Gabrielli, durante la conferenza stampa nella sede della Regione Liguria, Genova 24 novembre 2011.
ANSA/LUCA ZENNARO

Il prefetto ha annunciato misure per evitare che una vicenda definita “gravissima” possa ripetersi

Una spiegazione che lascia l’amaro in bocca, quella del prefetto Franco Gabrielli: sui funerali di Vittorio Casamonica “seppure in maniera indiretta le informazioni c’erano. Ma non hanno raggiunto i vertici delle strutture che avrebbero potuto assumere decisioni”.

Il prefetto ha tenuto una conferenza stampa dopo il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in seguito allo scandalo suscitato dai funerali-show di Casamonica, celebrati nella capitale giovedì scorso, “una vicenda gravissima – l’ha definita – che ha dato l’impressione di una città non controllata in cui certi soggetti hanno potuto fare ciò che volevano, di una città non governata”.

E tuttavia, Gabrielli ha ricordato gli “oltre 117 arresti fatti, le forze dell’ordine non hanno conosciuto solo ora i Casamonica”. Malgrado questo, e le polemiche sulle responsabilità, l’ex capo della Protezione civile ha osservato: “Non ho mai detto che sarebbero rotolate teste. Se necessario le teste sarà il ministro a farle rotolare” aggiungendo che “non ci sono rilievi che possa muovere ai vertici delle forze di polizia per quanto accaduto prima. Chiederò di verificare se ci saranno provvedimenti di carattere disciplinare se ci sono state delle mancanze”.

Al vertice, in cui si è discusso innanzitutto su nuove norme da adottare in casi simili e diversi modelli di organizzazione, è stata data particolare importanza al cortocircuito dei flussi di comunicazione a livello locale. “Bisogna fare in modo che non si ripeta mai più. Ho proposto un nuovo modello di alimentazione delle informazioni all’autorità di pubblica sicurezza. Nelle prossime ore ci sarà una direttiva specifica” e “verrà creato un gruppo di raccordo permanente, a cui parteciperanno  prefettura, questura, carabinieri, polizia e vigili”. Infine – ha ancora detto – “ho chiesto di svolgere adeguati accertamenti su profili di carattere disciplinari per verificare perché quel flusso informativo si è interrotto”.

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