Casaleggio, meno guru e più capo politico?

M5S
Gianroberto Casaleggio questa sera presso l'auditorio Gaber, all'interno della sede del consiglio della regione Lombardia, in occasione di un incontro pubblico fra il Movimento 5 Stelle e il sindacato di polizia, Milano, 12 dicembre 2014. ANSA / MATTEO BAZZI

Mentre il nome di Grillo scompare dal logo, il ruolo di Gianroberto Casaleggio diventa più politico

Il nuovo simbolo, con la scomparsa del nome di Beppe Grillo, “è un pit-stop. Noi abbiamo fatto il cambio gomme, gli altri resteranno presto senza benzina”. Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sono due entità inversamente proporzionali. Mentre “l’elevato” decide di smaterializzarsi dal logo e dalle piazze, il “guru” è sempre più presente. Anche a mezzo stampa. Ecco allora che parla a tutto campo in un intervista con La Stampa dove spiega di vedersi tra cinque anni “a trascorrere più tempo in famiglia e a curare un bosco abbandonato”. Casaleggio si dice soddisfatto del sistema di scelta dei candidati alle amministrative.

Un sistema in verità non chiarissimo anche perché non univoco: a Milano Patrizia Bedori è stata scelta tramite le comunarie (vincendo con 300 voti); a Torino Chiara Appendino è stato l’unico nome messo in campo (indicato dai 250 grandi elettori del m5S); a Roma voteranno tutti gli iscritti d’Italia per il candidato sindaco M5S; Massimo Bugani a Bologna è stato, invece, candidato dallo stesso Grillo sul suo blog.

Casaleggio spiega nell’intervista: “Penso alla Rete come a un’intelligenza collettiva. Oggi sono iscritte al Movimento 5 Stelle circa 130mila persone, in continua crescita”. “Ci sono stati pochi casi – nota Casaleggio – di candidati, sui 1600 eletti nelle istituzioni, rivelatisi inadatti in seguito alle votazioni online”. In questa ottica si spiega ancora meno il “metodo Bugani” in cui il candidato bolognese non è stato sottoposto a nessun voto da parte né degli attivisti in città né sulla rete.

Casaleggio, però rassicura tutti su “Rousseau”, il sistema operativo digitale per la gestione del movimento, che ammette è in ritardo ma arriverà. Intanto sul tema del capo futuro del Movimento, Casaleggio afferma che non sarà né Di Maio né Di Battista, perché “il leader del M5S è il M5S stesso”.

La sensazione è che Casaleggio stia lasciando il ruolo di messia e profeta (ricordiamo Gaia, il video del guru in cui descriveva un nuovo nuovo ordine mondiale previsto per il 2054 ) e si stia applicando ad un nuovo profilo più “terreno”, più politico tout court: a conferma di questo, non solo la sua intervista, ma anche il blitz romano in cui è intervenuto sulla strategia politica per la candidatura nella Capitale.

 

 

 

 

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