Casa Italia, al via gli incontri per far partire la “scommessa infrastrutturale”

Terremoto
renzi_Casa Italia

Inziati i primi confronti tra governo e istituzioni, organizzazioni professionali, associazioni imprenditoriali, sindacali e ambientaliste

Comuni, Regioni, sindacati, associazioni, ma anche tantissimi esperti tra geologi, ingegneri, architetti. Oggi Palazzo Chigi è il luogo del confronto sul progetto Casa Italia per la ricostruzione dopo il terremoto del 24 agosto.

Una ricostruzione che dovrà basarsi su procedure semplici e veloci, ma allo stesso tempo trasparenti e verificabili in qualsiasi momento. E ovviamente sarà una ricostruzione partecipata, come si capisce dai lunghi incontri con il governo, presieduti da Matteo Renzi.

Parla di “una scommessa infrastrutturale” il presidente del Consiglio, un lavoro che dovrà “andare avanti almeno per un decennio, senza che su questo si giochi alcuna battaglia politica“, perché oltre a essere incentrata sugli interventi sugli edifici, prevederà anche un progetto a lungo termine con bonifiche, interventi sul dissesto idrogeologico, prevenzione: il tutto in “un progetto complessivo che abbia linee guida chiare e una regia di insieme” ha detto Renzi durante i primi confronti. “Vorrei – ha aggiunto – che a tutti i sindaci, i presidenti di Regione e gli amministratori arrivasse il messaggio che in Italia si torna a progettare, si torna a fare progettazione con criteri nuovi e tecnicamente all’avanguardia“. Insieme al premier, presenti anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, e il rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone, project manager di Casa Italia. Tra i punti che non sarebbero previsti all’ordine del giorno, l’assicurazione obbligatoria sulle abitazioni per i terremoti, almeno non “nel breve termine”, avrebbe dichiarato Renzi dalla Sala Verde di Palazzo Chigi.

Un progetto condiviso e strutturato che si può riassumere in quattro punti fondamentali: mappatura, linee guida sugli interventi, finanziamenti e procedure, formazione, come annunciato da Azzone.

Il nuovo metodo è stato salutato favorevolmente da tutti quelli che finora si sono riuniti nella sede dell’esecutivo, a partire dal presidente dell’Anci Piero Fassino che ha parlato di “una strategia che vada al di là dell’emergenza con interventi che prevengano ogni tipo di rischio”: “Oggi – ha detto Fassino – c’è un salto di qualità nel senso che, fermi restando i programmi iniziati, si cerca di rendere organico un grande programma di innalzamento della qualità dell’assetto del territorio del nostro Paese“.

Il confronto prosegue con le parti sociali e gli imprenditori, tutti presenti a Palazzo Chigi per discutere il piano del governo per la ricostruzione, come si vede anche nella foto pubblicata su Instagram e su Twitter da Massimo Gibelli, portavoce della segretaria della Cgil, Susanna Camusso. “Ora serve una condivisione vera sulla ricostruzione e sul piano Casa Italia, anche con i soggetti sociali perché nessuno nasce ‘imparato’. E’ positivo ascoltarsi reciprocamente – ha commentato Renzi – Il Paese ha reagito in maniera ammirevole all’emergenza terremoto. Non ha da rimproverarsi niente”.

“Abbiamo apprezzato l’idea di un piano che programma interventi sul lungo periodo e che guarda il tema della messa in sicurezza del Paese”, ha sottolineato Camusso aggiungendo che “non è stato ancora affrontato il tema delle risorse e dei finanziamenti e a questo immagino dedicheremo altre occasioni”. Non si è entrati nel merito neanche delle legislazione sul tema di cui “deve dotarsi il Paese. Serve una legge quadro che permetta di affrontare le emergenze con grande attenzione al tema delle popolazioni. C’è ancora molto lavoro da fare”.

 

Foto Palazzo Chigi

Vedi anche

Altri articoli