Caro Salvini, è vero le donne hanno paura. Di te

Lega

Salvini nel comizio di Ponte di Legno parla dei malesseri quotidiani delle donne

Il Salvini di Ponte di Legno di questo Ferragosto è il solito mix di populismo, frasi fatte e cavalli di battaglia politically incorrect che da sempre mandano in visibilio la platea leghista. C’è l’attacco al governo, con l’immancabile lancio di una manifestazione anti Renzi, condito da una colonna sonora variegata, dal tormentone dell’estate “Andiamo a comandare” a Vasco Rossi con “C’è chi dice no” (evidente raffinatissimo riferimento al referendum costituzionale). E poi c’è il filo di perle salviniane che fanno leva su paura e insicurezza e che ormai tutti conoscono.

Perle di questo tipo, che inneggiano alla violenza e all’odio: “In ogni Regione andremo a riprenderci uno degli alberghi dove bivaccano i profughi e li ridaremo agli italiani in difficoltà”. Oppure: “Prendiamo un bel furgone, li carichiamo lì e li molliamo in mezzo al bosco a 200 chilometri, così ci mettono un po’ a tornare”, e ancora: “Quando saremo al governo polizia e carabinieri avranno mano libera per ripulire le città”. E giusto per sottolineare il concetto, la divisa d’ordinanza questa volta non è la solita felpa ma una t-shirt della polizia. Ormai siamo al (pericoloso) delirio.

Ma l’aspetto che però nel flusso dei pensieri salviniani incuriosisce davvero è quel suo mettersi nei panni di una donna. “Perché – dice – la cosa più odiosa è il malessere quotidiano che provo anche io e che soprattutto immagino provino le donne”. Le povere donne assediate da “zecche”, lavavetri, mendicanti e naturalmente immigrati che si trovano in fila all’ospedale. Così Salvini si immagina donna alla guida della sua automobile vessata da sputi ad ogni semaforo perché se sei donna “te la fanno pagare”.

Si immagina nonna amorevole che non può portare i nipoti al parco frequentato da “tossici e spacciatori”.

Si immagina al supermercato con la paura di fare la spesa e attraversare il parcheggio.

Caro Matteo, è vero le donne hanno paura.  A volta succede anche di averne tanta, questo è vero. Quello che ci spaventa di più è soprattutto chi si permette di essere sessista, volgare, maschilista. Chi arriva addirittura a paragonare la presidente della Camera Laura Boldrini ad una balmbola gonfiabile.

Chi decide nonostante la pioggia di critiche di non scusarsi ma anzi di rilanciare. Senza pentimento. Senza riflessione. Arrivando persino ad erigersi a difensore delle libertà delle donne. Mamma mia, che ridere. Mamma mia, che paura.

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