Caro Fucci, la sua non era una “questione personale”

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fucci

Al sindaco grillino di Pomezia era contestata anche l’omissione d’atti d’ufficio. Perché non informò i vertici?

Vogliamo rivolgere una domanda semplice semplice al sindaco pentastellato di Pomezia: caro sindaco Fucci, perché il suo caso sarebbe diverso da quello di Pizzarotti? Si tratta, per dirla alla Marzullo, di una domanda che sorge spontanea.

Infatti, lei stesso ha deciso di solidarizzare con Federico Pizzarotti confessando  di essere stato iscritto nel registro degli indagati nel 2013 e raccontando tutto solo dopo l’archiviazione. Tutti a chiedersi come mai non ne abbia parlato prima, visto che a Pizzarotti viene contestata la mancanza di trasparenza. Sempre su Facebook lei spiega che si tratta di una vicenda personale (una querela per diffamazione) e che quindi non è sullo stesso piano.

“Si trattava di una sciocchezza e riguardava la mia persona direttamente”, dice lei. Sottolineando però  che se “si fosse trattato di una indagine su atti amministrativi compiuti da me in quanto sindaco di Pomezia del MoVimento 5 Stelle l’avrei certamente resa nota immediatamente ai cittadini, allo staff e al responsabile degli enti locali del MoVimento 5 Stelle. La trasparenza è il primo dovere degli amministratori M5S”.

Eppure nella richiesta di archiviazione che lei allega risulta citato non solo il reato di diffamazione ma anche il turbamento di un funerale o servizio funebre e soprattutto l’omissione di atti d’ufficio (art.328 del codice penale).

Non si trattano di certo di rilievi che riguardano la sua condotta da semplice cittadino. Chissà come mai, proprio in nome di quella trasparenza da lei citata, non abbia sentito il bisogno di informare i vertici del suo partito?

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