Carlo Verdone star su Facebook: un viaggio nel mondo del cinema

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Racconti, foto e aneddoti esilaranti per un viaggio tra i ricordi del grande attore e regista romano

C’è chi sui social ci sta a suo agio da subito, chi li usa e poi li abbandona e chi timidamente si approccia a questo mondo e riesce a giocarci. In questo ultimo caso sembra rientrare il profilo di Carlo Verdone, attore e regista molto amato dal suo pubblico. Si è affacciato su Facebook, soltanto nel gennaio 2016, ma con i suoi racconti è riuscito ad intrigare i suo follower che lo seguono sempre più assiduamente.

Certo, non è ancora ai livelli della web star Gianni Morandi che ha più di due milioni di fan, ma il numero è in crescita.

I suoi post sono un viaggio nel mondo del cinema, tra racconti, foto e aneddoti esilaranti. Come ad esempio la storia, strafamosa, degli scherzi di Massimo Troisi raccontata in un vecchio video ripostato su Facebook: un monologo inedito conservato fra un mucchio di cassette che forse un giorno Verdone ci donerà.

verdoneMa non solo. In occasione dell’anniversario della morte di Alberto Sordi, Verdone ha riproposto una foto di scena che nasconde una storia fantastica. “Era la scena finale di “In Viaggio con papà”, ed era anche l’ultimo giorno delle riprese: la scena prevedeva che, dopo una litigata, io abbracciassi Sordi alle spalle, senza che lui se ne accorgesse. Forse
preso dall’euforia dell’ultimo ciak o forse per fargli un’improvvisazione, feci una corsa con un salto finale notevole sulle sue spalle”. Risultato?  Un ginocchio gonfio per Sordi e un forte dolore al femore. “Poi un giorno mi chiamò dalla moviola per dirmi: “Lo sai che giro col bastone per colpa tua? …. io ancora me chiedo che t’è venuto in mente…“. Non fiatai … ma poi aggiunse: ” Nonostante la stronzata che hai fatto la scena fa ridere. Va be’ … lasciamo questa”.  

tognazziMa anche i famosi esperimenti culinari di Tognazzi, come le piccatine mentolate di cervo in salsa di ribes e Cointreau. “Fu un tale insuccesso che tutti lasciarono a poco a poco la sala per andare a mangiarsi un pizza in un posto a quattro chilometri in mezzo a due metri di neve! Tognazzi s’incazzò molto, definendoci dei poveracci provinciali”.

E le storie continuano, fra un po’ di nostalgia e tante risate, grazie Carlo!

 

 

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