Assalto in un pub a Tel Aviv, due morti e diversi feriti (VIDEO)

Medio Oriente
epa05085400 Israeli police clear the scene of a shooting attack in a bar in central Tel Aviv, Israel, 01  January 2016.  An unidentified gunman opened fire, killing two people and injuring five more, police spokesman Micky Rosenfeld said.  EPA/TOMER APPELBAUM ISRAEL OUT

L’assalto è avvenuto nella centralissima via Dizengoff, in un pub dove si stava festeggiando un compleanno. Potrebbe essere il gesto di uno squilibrato

Sono due le persone morte nella sparatoria avvenuta in un pub nella centrale via Dizengoff a Tel Aviv. Sette persone sono rimaste ferite. Secondo il Times of Israel una persona è stata arrestata nelle vicinanze del luogo dell’attacco, ma l’aggressore è ancora in fuga. Nell’attacco sarebbero state usate armi automatiche.

In città è caccia al killer. La polizia israeliana sta infatti ricercando lungo le strade della città l’uomo che intorno alle 14.45 (ora locale, le 13.45 in Italia) ha aperto il fuoco contro un pub Hasimta, nell’ora di punta che precede il riposo sabbatico, causando la morte di due persone. La polizia spera di scovare il sospetto prima di notte, secondo quanto riferito dalla portavoce, Luba Samri. L’esercito israeliano ha confermato che molti soldati sono dispiegati nella zona nord della città, supportati da elicotteri e unità anti-terrorismo in un raid per catturare il sospetto, che è fuggito a piedi.

L’attentatore pare essere un arabo israeliano che ha agito a volto scoperto. Le forze di sicurezza si trovano ora nella casa della famiglia dell’uomo, nella regione di Wadi Ara, nel nord di Israele, secondo quanto riferisce il Jerusalem Post. Secondo Canale 10, l’uomo è stato identificato grazie alla segnalazione del padre che l’ha riconosciuto dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza trasmesse dalle televisioni israeliane. L’uomo ha subito avvertito la polizia che è accorsa nella sua abitazione per acquisire ulteriori informazioni. L’avvocato dell’attentatore secondo quanto riporta il Jerusalem Post: “È mentalmente instabile e non aderente allo Stato islamico. L’ho già rappresentato quando aveva aggredito un soldato: quest’uomo non è sano, per quanto ne sappia da quando lo rappresento, è stato in cura e lo è ancora in cura, di recente andava in giro per strada come un malato di mente”.

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