Caos trasporti, Marino si scusa e avvia la privatizzazione di Atac

Roma
Il sindaco di Roma Ignazio Marino durante l'audizione nella Commissione di inchiesta sul sistema di trattamento dei migranti, Roma 23 Luglio 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il sindaco chiede all’assessore Improta di formalizzare le dimissioni: si riaccende il totonomi per la giunta

“Mi scuso con cittadini e turisti per i disagi inaccettabili che si sono verificati nel nostro trasporto locale”. Inizia così la conferenza stampa di Ignazio Marino, dopo il caos che ha afflitto nelle ultime settimane cittadini e turisti presenti a Roma, con corse ridotte, metropolitane che viaggiano con le porte aperte e disagi vari.

Il sindaco preannuncia tre mosse per provare a uscire da questa difficile situazione. La prima riguarda la sua stessa giunta con la richiesta avanzata all’assessore dem Guido Improta di formalizzare le dimissioni annunciate già un mese fa e mai effettivamente arrivate sul tavolo del primo cittadino. Un pressing che vuole essere la prova di “un immediato cambiamento di rotta e l’ammissione dell’insufficienza del lavoro fatto” da parte dell’amministrazione e che rende più intricato il totonomine per il Campidoglio, già caratterizzato dalla ricerca di un vicesindaco, dopo le dimissioni di Luigi Nieri (Sel).

Gli altri due annunci riguardano invece l’assetto stesso di Atac. Innanzi tutto, la sostituzione del consiglio di amministrazione della municipalizzata che gestisce il trasporto pubblico nella Capitale, “allontanando tutti i manager responsabili di inefficienze”. Quindi, sul piano finanziario, è stata approvata dalla giunta capitolina una ricapitalizzazione dell’azienda pari a 200 milioni di euro, mentre altri 301 milioni arriveranno entro settembre dalla regione Lazio, così come concordato con il presidente Nicola Zingaretti.

Ma soprattutto sarà allestito in tempi brevi un nuovo piano industriale finalizzato alla ricerca di un partner privato, anche se la maggioranza di Atac rimarrà in mano pubblica. “In questo modo – ha spiegato Marino in conferenza stampa – anticipiamo l’avvio di un processo nazionale che impone di non gestire più il servizio in house a partire dal 2019″. La situazione finanzairia della municipalizzata è tale che, secondo il sindaco, “l’unica alternativa era chiudere Atac, portare i libri in tribunale e chiudere l’azienda, mettendo a rischio lavoratori e servizio. Sarebbe stata la solizione più facile ma penso che così possiamo farcela senza arrivare a una situazione così drammatica”

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