Caos calmo a Trigoria sul caso Totti

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Anche se il capitano giallorosso è tornato ad allenarsi a Trigoria, il caso rimane aperto. Non resta che attendere le dichiarazioni di James Pallotta, l’unico per ruolo con la possibilità di ricucire lo strappo con Spalletti

Fischi per Spalletti, cori per il grande escluso, la situazione a Roma è surreale. Tuttavia, all’indomani della clamorosa rottura tra Francesco Totti e il tecnico Luciano Spalletti, l’atmosfera in casa giallorossa sembra essere tornata (per il momento) a un’apparente situazione di normalità. Il capitano giallorosso si è allenato a Trigoria insieme al resto del gruppo, rasserenando l’ambiente in vista della prossima sfida di campionato con l’Empoli. Ma il faccia a faccia chiarificatore con il tecnico ancora non è arrivato.

Rimane aperto il caso che tanto ha fatto parlare il calcio italiano e non solo. E di certo non è bastato il commento distensivo a fine partita di Spalletti dopo il successo in campionato contro il Palermo. D’altra parte, non si tratta di risolvere una semplice controversia: in gioco c’è il futuro di un pezzo di storia del club giallorosso, il destino di una leggenda di un’intera città. Ed è ormai chiaro che soltanto la società potrà sciogliere questo complicato nodo.

La posizione del capitano è chiarissima: lui vuole continuare a giocare, si sente ancora un calciatore, chiede rispetto per quella che è la sua storia e vuole partecipare al progetto. Dall’altra parte, Spalletti critica lo sfogo di Totti in tv e prova a stemperare il clima affermando di essere disponibile a fargli giocare qualche partita.

Nel frattempo, attorno al caso ruotano dichiarazioni di autorevoli esponenti del mondo del calcio, convinti che un atleta come Totti debba avere una considerazione non comune. “Lui è un personaggio che non può essere trattato come tutti gli altri” commenta l’allenatore del Bologna Roberto Donadoni. “Un campione come Totti, uno dei più grandi del calcio – sono le parole del presidente dell’Assocalciatori Damiano Tommasi – si meriterebbe un riguardo particolare”. Per Gianni Rivera “un giocatore di quel livello deve decidere da solo quando smettere, non farlo decidere agli altri”. Eppure, c’è chi giudica inadeguato (anche tra i tifosi) lo sfogo del campione giallorosso.

A questo punto, con la tifoseria spaccata e in un momento delicato della squadra, non resta che attendere le dichiarazioni di James Pallotta, l’unico per ruolo con la possibilità di ricucire lo strappo anche se il presidente, rimasto a Boston, sembrerebbe orientato a non rinnovare il contratto in scadenza a giugno. Per ora, a nome della società giallorossa ha parlato il dg Baldissoni: “È una decisione dell’area tecnica, il capitano sarà al prossimo allenamento. Resta con noi? Ha sei anni di contratto da dirigente”.

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