Nogarin minimizza, ma a Livorno non c’è pace tra i Cinquestelle

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Secondo il sindaco, il voto contrario al bilancio è legato a una motivazione tecnica. Ma un comunicato dei suoi stessi consiglieri lo smentisce

Non tutto è chiaro nella crepa che si è aperta a Livorno dopo il “no” del Consiglio comunale al bilancio consolidato presentato dal sindaco Cinquestelle Filippo Nogarin. Una sonora bocciatura (20 contrari, 3 astenuti) arrivata non solo dalle opposizioni, ma anche dalla stessa maggioranza a Cinque stelle. Il motivo è ormai noto: il bilancio non comprende la contabilità della principale azienda partecipata dal Comune, l’Aamps, che ha in cura l’igiene urbana. Il punto è capire perché questo bilancio ancora non c’è.

Oggi il diretto interessato smorza i toni. “Il voto contrario è legato a una motivazione tecnica: non esiste nessun caso politico di sfiducia né al sindaco e né alla Giunta”, spiega il primo cittadino livornese a unità.tv: “Dopo la conversione in legge del decreto legge n.78 approvato qualche giorno fa, che cambia le modalità di bilancio per le partecipate, non c’è stato il tempo tecnico per riprodurne uno nuovo in ottemperanza della legge convertita”. Tuttavia dal gruppo consiliare del Partito democratico fanno notare come il decreto citato da Nogarin – stiamo parlando del dl Enti locali – sia stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 19 giugno e poi trasformato in legge il 14 agosto. Insomma, non certo un’improvvisata.

Eppure, prosegue Nogarin, “è stato oggettivamente impossibile avere un bilancio complessivo delle partecipate, Aamps compresa. Ieri (30 settembre,ndr) avremmo dovuto approvare un qualcosa di fittizio. Non c’erano i tempi per poter fare un’armonizzazione anche con il bilancio dell’Aamps. Da una parte c’è la Corte dei conti che richiede di presentare il bilancio consolidato entro il 30 settembre, dall’altra c’erano i tempi di conversione in legge del decreto. Non avevamo alternative, era un modo per sollevare il problema”. Un mese e mezzo di tempo non è quindi bastato per far quadrare i conti.

L’altra domanda è: perché gli eletti nella lista pentastellata hanno bocciato il bilancio anziché astenersi? Domanda lecita, dal momento che il “no” è arrivato dai banchi amici e le conseguenze erano prevedibili. La risposta è (in parte) contenuta in un comunicato del gruppo 5stelle di Livorno. All’inizio precisano di condividere tutto il documento: “Abbiamo voluto semplicemente evidenziare – si legge – come il bilancio consolidato sperimentale fosse mancante di una partecipata importante come quella di Aamps. Il nostro è stato un voto attentamente ponderato e valutato”, l’amministrazione “gode della nostra completa fiducia”. Poi però in riferimento al polverone che loro stessi hanno sollevato con quel voto contrario, aggiungono: “Comprendiamo che, dopo tanti anni trascorsi in assenza di dialogo e condivisione adesso sia difficoltoso capire che esista una coscienza sostenuta da un pensiero critico anche nel momento del voto”. Quel “no” non sarà stata sfiducia, ma di certo non è un segnale di coesione.

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