Cantone: “Come un pugile dopo un pugno. Potrei uscire dall’Anm”

Roma
Raffaele Cantone Presidente Autorità nazionale anticorruzione durante il tavolo di lavoro sul Parco della Salute di Torino presso il Palazzo della Regione Piemonte, Torino , 8 settembre 2015 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Il presidente dell’Anac ha definito il capoluogo lombardo “la capitale morale” del Paese. E aggiunge: “Un modello che va esportato”

Raffaele Cantone torna a parlare di Roma e Milano dopo le polemiche suscitate ieri quando aveva definito il capoluogo lombardo “la capitale morale del Paese”, sostenendo che invece Roma non avesse “gli anticorpi” giusti per combattere il malaffare e rimettersi in carreggiata in vista del Giubileo.

Parole che hanno fatto immediatamente il giro del web, scatenando commenti e reazioni di vario tipo, tanto da costringere lo stesso Cantone a precisare: “Milano ha vissuto un momento di grande difficoltà quando, subito dopo le indagini che hanno riguardato Expo, l’evento su cui la città e il Paese puntavano sembrava essere messo in forse. In quel momento si è messa in campo una sinergia istituzionale importante su cui una parte del Paese aveva creduto poco, visto che molti pensarono che Expo non ci sarebbe stato”.

Intervistato a Radio 24 il presidente dell’Anac ha precisato: “Le mie parole su Milano non vogliono essere una critica a Roma ma un pungolo. Mi auguro che a Roma ora con l’occasione del Giubileo, arrivi la svolta. Io non faccio analisi sociologiche o politiche. Da presidente dell’Autorità Anticorruzione – ha aggiunto Cantone – dico che visionando molti appalti, abbiamo avuto difficoltà a farli partire perché c’erano errori ripetuti. Ho visto un grande impegno da parte degli assessori ultimi con cui ho avuto contatti come Sabelli, e con Causi e Pucci che ce l’hanno messa tutta. Però a Roma gli anticorpi non riescono a fare ancora sistema. E il pungolo a quella che considero la mia seconda città, era doveroso”.

Ma Cantone ha anche risposto alle critiche rivoltegli dal presidente dell’Anm Rocco Sabelli, di essere troppo vicino alla politica: “Le critiche ricevute mi hanno lasciato perplesso. Ho subito pensato di fare un gesto eclatante, poi ho deciso di prendere tempo perché l’Anm è la mia casa, mi ci sono iscritto il secondo giorno che sono entrato in magistratura. Ora però sto riflettendo e potrei decidere di andarmene”. Poi entrando nel merito critiche ha sottolineato che come “presidente dell’Anac, ho, sul piano personale, un’autonomia e una indipendenza che non ho mai avuto. Sabelli ha usato un argomento formale, direi avvocatesco”.

 

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