Cantieri Feltrinelli, da falegnami a leader della nautica italiana

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Un secolo di vita passato a far sognare gli italiani anche con le barche, quelle Feltrinelli

Nell’Italia delle eccellenze non può mancare la nautica: le barche, i motori, il design degli interni e tutto quello che rappresenta un pezzo di quel made in Italy, di alta fascia, che esportiamo in tutto il mondo. Basta fare un salto nei diversi saloni internazionali, da Genova a Napoli, per ammirare il livello raggiunto dal settore, fatto di grande ricerca e sviluppo continuo. Una realtà di primissimo piano sviluppata non solo nelle zone di mare, ma anche in quelle dei grandi laghi del Nord. Ed è qui che parte l’antichissima storia della famiglia Feltrinelli, che inizia proprio grazie a una barca. Anzi a una piccola nave, da guerra, giunta sul Garda verso la fine del XV secolo da Venezia, per scopi difensivi e che venne ormeggiata nel porto di Gargnano. Fra l’equipaggio al suo seguito, vi era un «calafato» cioè un falegname costruttore di barche, originario di Feltre. Da quel primo calafato, detto ‘el feltrìn’ ai suoi figli ‘i feltrinéi’ per arrivare al cognome: Feltrinelli. Rami di una famiglia che, dal Settecento in poi, si dividono tra chi si specializza nel commercio del legname, chi sulla carta (e quindi l’editoria) e chi continua l’antico mestiere di ‘calafato’, ‘bottaio’, “boat fino” o costruttore di barche. Il ramo dei Feltrinelli che rimasero a Gargnano sul Garda racconta di barche, da lavoro e da pesca, costruite per centinaia di anni. Poi il diporto e le competizioni: scafi corti, non di grandi dimensioni, ma agili e veloci. Imbarcazioni che hanno vinto premi e numerosi allori in tutte le principali sfide dell’Italia e dell’Europa della prima metà del Novecento. La costruzione di imbarcazioni Feltrinelli s’interrompe, però, nel 1965, quando il passaggio dal legno al vetroresina cambia l’industria nautica. E così Fausto Feltrinelli, figlio di Dino, il pilota che con i fratelli Stefano ed Eligio, la sorella Lina e il papà Egidio tra il 1922 e il 1935 vinse un po’ tutto quello che c’era da vincere correndo sulle acque italiane, francesi, tedesche ed inglesi decide di smettere di costruire barche e trasforma il cantiere in riva al Garda nel punto di riferimento per la nautica sul lago. Una stagione sembrò chiudersi, ma non per sempre. Perché i nipoti del leggendario Dino (al secolo Bernardo) Feltrinelli da qualche anno hanno ripreso l’antica passione. Spinti anche dal fascino di avere l’occasio – ne di poter collaborare con una delle più prestigiose aziende nautiche: l’austriaca Frauscher. Già leader europeo nella produzione di motoscafi elettrici ed eco-friendly per acque interne, un nome che da solo rappresenta la storia delle barche, che costruisce fin dal 1927. Di quelle che racchiudono eleganza e potenza. Questo legame italo-austriaco unisce la bellezza e la qualità degli scafi Frauscher con la potenza, l’agilità e il know how della velocità sull’acqua patrimonio genetico dei fratelli Feltrinelli. Ed ecco che quell’a drenalina che scorreva fin dagli anni ‘20, interrotta a metà anni sessanta, ritorna in superficie. Una collaborazione tra le due storiche aziende nautiche che crea, ormai da 13 anni delle barche uniche, finite sempre tra le nomination delle «boat of the year». Barche innovative, come quella che fu presentata al salone di Genova del 2009, a trazione elettrica, che ricavava l’energia attraverso un’unità di trasformazione dell’idrogeno. Un prototipo mondiale frutto della più avanzata ricerca del settore. Uno dei prodotti di questa joint venture tra Feltrinelli e Frauscher è stato protagonista dell’ultimo salone nautico internazionale che si è da poco chiuso a Genova. Qui a fare mostra di sé – direttamente nelle acque marine – è stata la 1414 Demon. L’ammiraglia Frauscher da 14 metri che ha da poco ricevuto al Cannes Yachting festival ben due nomination al premio per la migliore barca. «Riempie di gioia vedere ancora oggi sulle barche realizzate insieme a Frauscher il logo Feltrinelli», sottolinea Mauro Feltrinelli, discendente e oggi responsabile commerciale dell’azienda. «La nostra storia è su quegli scafi e con orgoglio la facciamo continuare a vivere, innovando sempre e guardando al futuro. Mancano solo tre anni ai 100 anni di attività nella “nuova” sede del Cantiere Nautico in località San Carlo di Gargnano, sul Garda. Un secolo di vita passato a far sognare gli italiani anche con le barche, quelle Feltrinelli».

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