Canone in bolletta, la “bocciatura” del Consiglio di Stato? Una tempesta in un bicchiere d’acqua

Rai
La scultura del cavallo morente nella sede Rai di viale Mazzini. Roma 13 marzo 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Giacomelli: “Bocciatura inesistente, solo pareri consultivi”

Il Consiglio di Stato “boccia” il canone in bolletta. Shock. Panico. Cosa potrà voler dire? Che la novità introdotta dal decreto scritto dal Mise è da dimenticare? Da cestinare? Insomma, proprio come titolano i giornali, da “bocciare”? No, perché quello del Consiglio di Stato è un parere, o come lo definisce il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli “un utile suggerimento di integrazioni e chiarimenti” previsti per prassi da parte del Consiglio stesso.

E infatti a guardare le osservazioni del Consiglio, non si parla della legittimità della norma ma si forniscono dei contributi per migliorare il decreto ed evitare successivi contenziosi. Ad esempio il Consiglio di Stato ha sottolineato la mancanza di “un qualsiasi richiamo ad una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo”, dal momento che sul mercato sono ormai disponibili molti “device” per la ricezione dei programmi. Altre questioni sollevate fanno invece riferimento allo scambio dati tra vari enti necessario per l’addebito e dunque alla sfera della privacy.

Segnalando queste “criticità”, il Consiglio di Stato ha invitato l’amministrazione a rivedere il regolamento sul canone Rai in bolletta, sospendendo il proprio parere in merito. Per questo è risultato “un pò singolare – afferma Giacomelli – trasformare nella comunicazione i pareri e i contribuito consultivi che servono esattamente a migliorare il testo e che sono accolti da noi con spirito costruttivo in una inesistente bocciatura”.

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