La candidatura di Trump in bilico. Nuovi audio imbarazzano i repubblicani

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Dopo il video del 2005 in cui si ascolta la voce di Trump che usa espressioni sessiste, nuovi audio imbarazzano i repubblicani

Il Partito Repubblicano è sempre più nel caos dopo le dichiarazioni sessiste, volgari e offensive nei confronti delle donne fatte da Donald Trump nel 2005 e pubblicate venerdì dal Washington Post. Molti importanti esponenti del gruppo conservatore hanno voltato le spalle al magnate americano, rilanciando le teorie di un improvviso ritiro dalla corsa del candidato repubblicano a un mese dal voto.

Una circostanza che è stata esclusa dallo stesso Trump, che non ha alcuna intenzione di mollare. Intanto, dal passato spuntano nuovi audio imbarazzanti per Trump. A pubblicarli questa volta è la Cnn: le parole di Trump risalgono al 2006, quando fu intervistato dal conduttore radiofonico Howard Stern.

L’attuale candidato dei repubblicani spiegò allora che una donna va lasciata dopo i 35 anni e si soffermò anche sulla figlia Ivanka, che a quel tempo aveva 24 anni: “va bene se la chiamano pezzo di f…”, disse. E poi, ancora, racconti vari sul sesso a tre e sul sesso con le donne durante il ciclo mestruale.

Tra i più duri nella condanna a Trump, il candidato repubblicano alla vicepresidenza Usa, Mike Pence, che si è detto “scandalizzato” dalle parole volgari. “Non posso giustificare le sue parole e non posso difenderle”, ha detto Pence, aggiungendo che il dibattito di domani sera con la rivale Hillary Clinton sarà un’opportunità per “mostrare cosa c’è davvero nel suo cuore”. “In quanto sposo e padre, mi sono scandalizzato per le parole e i gesti descritti da Donald Trump in quel video, che risale a 11 anni fa”, ha detto il candidato repubblicano alla vicepresidenza. “Non condivido quelle dichiarazioni e non posso difenderle”, ha aggiunto, dicendosi lieto che Trump abbia poi presentato le sue scuse.

Ma Pence è stato solo uno dei tanti repubblicani che hanno deciso di ritirare il loro sostegno a Trump. Secondo la Bbc, almeno una dozzina di repubblicani hanno detto che non voteranno per lui, dopo le sue frasi volgari sulle donne. Tra le autorità più autorevoli ad avere fatto questa scelta nel campo dei Gop, l’ex candidato alle presidenziali John McCain e l’ex segretario di Stato Usa, Condoleeza Rice. McCain ha spiegato che i commenti di Trump “rendono impossibile continuare ad offrire il supporto anche condizionato alla sua candidatura”.

Da parte sua, l’ex capo della diplomazia americana ha commentato: “Basta! Donald Trump non dovrebbe essere presidnete. Dovrebbe ritirarsi!” Della stessa opinione la senatrice del New Hampshire, Kelly Ayotte: “Non posso e non voglio sostenere un candidato alla prsidenza che si vanta di denigrare e aggredire le donne”.

Anche la moglie di Donald Trump si è affrettata a condannare le parole “inaccettabili ed offensive” del marito, ma ha invitato gli americani ad accettare le sue scuse. “Le parole di mio marito sono inaccettabili ed offensive. Non rappresentano l’uomo che conosco”, ha detto Melania Trump, aggiungendo subito: “Lui ha il cuore e la mente di un leader. Spero che la gente accetti le sue scuse, come ho fatto io, e si concentri sulla questioni importanti che il nostro Paese e il mondo si trovano ad affrontare”

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