Camusso a testa bassa contro il governo. Poletti: “Così cancelli la realtà”

Festa de l'Unità

Alla festa de l’Unità confronto pacato ma deciso tra la leader della Cgil e il ministro su Jobs Act e le altre riforme. Soru: “Il vero cambiamento è investire sull’istruzione”

INVIATO A ROMA – Per Susanna Camusso, quella del governo è una “ossessione del cambiamento” che però va sempre nella stessa direzione: colpire il mondo del lavoro, a partire dal Jobs Act. La segretaria generale della Cgil alla Festa dell’Unità non si tira indietro nello scontro con l’esecutivo, chiede di spostare il mirino su “chi si è arricchito e chi ha evaso” per trovare nuove risorse e costringe il ministro Giuliano Poletti a mettere in chiaro le cose: “Abbiamo colpito l’evasione recuperando il 7% in più di tasse, abbiamo fatto l’accordo con la Svizzera, la legge e l’autorità contro la corruzione, la legge contro gli ecoreati. Io mi prendo la responsabilità di quello che ho fatto, ma voi non potete cancellare un pezzo della realtà“.

Se la leader cigiellina chiede nuovi investimenti per tornare a far crescere l’occupazione in maniera più consistente rispetto agli ultimi mesi, il ministro del lavoro  spiega che proprio il Jobs Act serve a “produrre una condizione per cui chi investe nel nostro paese può avere un quadro definito di cosa può capitargli. Il nostro paese ha tasso di occupazione significativamente più basso rispetto agli altri in Europa, questo problema si risolve solo se abbiamo imprese che nascono e che crescono”. E, a proposito della correzione dei dati sui contratti a tempo indeterminato, Poletti riconosce l’errore ma ribadisce che l’intento di superare il precariato e favorire la stabilizzazione ha già iniziato a dare i suoi frutti e continuerà a farlo.

Nel confronto-scontro si inserisce anche l’europarlamentare Renato Soru. Il fondatore di Tiscali difende la riforma del mercato del lavoro varata dal governo e spinge sul tasto della formazione: “Ogni volta che un lavoro analogico si trasforma in digitale, noi italiani lo stiamo perdendo. Per evitare questo ci serve più istruzione: questo è il grande cambiamento che serve”.

Camusso, infine, liquida come “dibattito estivo” la proposta di governo e maggioranza circolata nei giorni scorsi sui giornali, a proposito delle norme sul diritto allo sciopero nei servizi pubblici, che diventerebbe possibile solo se promosso da chi rappresenta almeno il 30% dei lavoratori: “Il diritto allo sciopero è individuale, le organizzazioni possono solo organizzarne le modalità”, ricorda la leader della Cgil. Poletti, comunque, rassicura sul fatto che l’esecutivo non vuole imporre nuove norme senza il consenso delle organizzazioni.

 

 

(foto di Stefano Cagelli)

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