Campriani e i medagliati azzurri a Raggi: “Vogliamo conquistare un sogno: Roma 2024″

Roma
In alto da sinistra: Gabriele Rossetti, Giorgio Paltrinieri, Fabio Basile.
In basso da sinistra: Daniele Garozzo, Niccolo' Campriani, Diana Bacosi.
ANSA

Due lettere alla sindaca per chiedere di accettare la candidatura della Capitale alle Olimpiadi

E’ stata accesa poco fa la fiamma olimpica che dà il via alle Paralimpiadi a Rio e non è un caso che proprio oggi i medagliati azzurri a Rio 2016 e il campione del tiro a segno italiano Niccolò Campriani hanno mandato due lettere alla sindaca di Roma Virginia Raggi per chiedere di candidare Roma alle Olimpiadi del 2024.

La prima cittadina della Capitale si trova in una fase difficile per la sua giunta, sicuramente in queste ore i Giochi olimpici sono il suo ultimo pensiero, anche se ieri Beppe Grillo ha ribadito il no del Movimento. Una risposta, però, prima o poi dovrà darla. Il Coni aspetta un sì o un no. E lo stesso stanno facendo gli atleti della nazionale italiana. Perché le Olimpiadi non sono solo una manifestazione che riguarda la città, ma hanno una ricaduta (positiva o negativa, ovviamente) su tutto il Paese.

“Uniti si vince, lo ha dimostrato lei diventando sindaco, lo abbiamo dimostrato noi vincendo a Rio. Siamo certi che lei condivide questi sentimenti. Non chiuda la porta di fronte ad un’occasione irripetibile. Roma è la nostra Capitale e tutti noi siamo al suo fianco nelle battaglie che lei sta conducendo per riportarla agli antichi splendori. Saremo felici di poter gareggiare ora, insieme, per conquistare un sogno, una speranza: Roma 2024“, hanno scritto gli azzurri medagliati a Rio 2016, tra cui anche da Campriani, che, però, ha scritto anche un altro messaggio indirizzato alla sindaca.

Il vincitore di due medaglie d’oro a Rio 2016 ha parlato dell’esempio positivo delle Olimpiadi di Londra 2012, “un veicolo per portare lo sport nelle scuole primarie e secondarie inglesi” con attività sportive “integrate con i programmi accademici in modo serio e armonioso”.

“L’eclatante risultato della Gran Bretagna nel medagliere di Rio – ha proseguito il campione azzurro – è solo uno degli effetti collaterali di questa trasformazione culturale il cui valore non si misura nel numero di ori ma nell’impatto  tangibile sul welfare di una società più dinamica. Ci dia la possibilità di assumerci da giovani atleti e buoni cittadini le responsabilità che la passione e i sogni ci hanno attribuito”.

“Questo Paese – ha scritto l’atleta – ha bisogno di intendere il reale valore della speranza. I giovani hanno necessità di vivere delle opportunità prima ancora di sconfitte o vittorie. Questo è un Paese che ha fatto molti errori, tuttavia da sportivo non riuscirei mai a superare i miei limiti se non accettassi prima la loro esistenza e poi la possibilità che vengano superati con impegno, fatica e sacrificio”.

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