Campidoglio, il giorno delle dimissioni di massa. Ora la Raggi deve chiarire

Roma
Solidoro, Brandolese, Raineri, Rettighieri, Minenna, Roma, 1 Settembre 2016. ANSA

In poche ore saltano cinque incarichi chiave per la città. La sindaca e il Movimento 5 Stelle fanno appello a concetti astratti e non forniscono spiegazioni convincenti

Giunta Raggi già nel caos a poco più di due mesi dall’insediamento del sindaco di Roma. E che caos. Nel giro di poche ore sono arrivate cinque dimissioni pesantissime di un assessore capitolino, del capo di gabinetto e dei vertici delle partecipate Atac e Ama. E’ stata revocata la nomina del capo di gabinetto del Comune, Carla Raineri. Dimissioni dall’incarico anche per l’assessore al Bilancio, Marcello Minenna.

Il sindaco, con un post pubblicato su Facebook la scorsa notte aveva annunciato la revoca: “Trasparenza. E’ uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all’Anac su tutte le nomine fatte finora dalla Giunta. Ci siamo rivolti all’Anac che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina di Raineri va rivista. Ne prendiamo atto”. La Raggi, inoltre, ha ribadito un concetto che porta avanti il M5S: “Il ‘palazzo’ deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro”.

Parole che però stridono con quello che sta succedendo a Roma. Perché la Raggi non ha chiesto il parere dell’Anac prima di nominare il suo super costoso capo di gabinetto? E’ questa la prima domanda che sorge spontanea e alla quale Virginia Raggi non ha risposto perché si è rifiutata, al di là della dichiarazioni di circostanza, di parlare con i giornalisti e non si è neppure presentata in consiglio comunale.

Passando al caso Minenna, assessore chiave al Bilancio, Patrimonio e Partecipate, nel momento in cui scriviamo non sono ancora note le motivazioni che l’hanno portato a compiere la scelta drastica della dimissioni. Sappiamo solo che la sindaca le ha accettate e che queste hanno portato ad un effetto domino proprio sui vertici delle partecipate più importanti. Ma se le dimissioni del direttore generale e dell’amministratore unico di Atac (la società che si occupa di trasporti) Marco Rettighieri e Armando Brandolese erano attese, quelle dell’amministratore unico di Ama (la società che si occupa della gestione rifiuti) è stata una sorpresa, dato che era stato nominato meno di un mese fa dalla giunta Raggi al posto del già dimissionario Daniele Fortini, invitato a farsi da parte dalla nuova sindaca.

Ama ha reso noto con una nota che “Solidoro ha rassegnato le proprie dimissioni poiché, a seguito delle dimissioni dell’assessore al Bilancio, Marcello Minenna, ha ritenuto venute meno le condizioni per l’incarico affidatogli“. Ma il quadro è reso ancora più inquietante dalle dichiarazioni fornite alla stampa dall’ormai ex dg di Atac Marco Rettighieri: “Abbiamo dato l’anima per risanare l’azienda. Se non ci fosse stato un debito pregresso così importante sono certo che ce l’avremmo fatta in tempi rapidi. Le mie dimissioni sono motivate puntualmente con tanto di prove scritte. Una di queste deriva da un’intromissione che non mi ha fatto piacere e che nasce da una lettera ufficiale che l’assessore Meleo ha indirizzato a Brandolese e me in cui si intromette in affari di una società, anche se partecipata. È una palese violazione delle regole del buonsenso ed è la goccia che ha fatto traboccare il vaso”.

Ingerenze esplicite, accuse di clientelismo, una situazione politica caotica e fuori controllo. Sono ormai innumerevoli le questioni a cui Virginia Raggi deve rispondere e non le basterà un vago accenno a concetti come l’onestà e la trasparenza, tanto astratti quanto fuori luogo in un contesto come quello a cui siamo obbligati ad assistere.

Durissimo il commento di Roberto Giachetti, consigliere capitolino del Partito Democratico ed ex candidato sindaco: “C’è un gruppo politico che non è solido, gira a vuoto e combina solo danni. Ma non è che nel girare a vuoto non stiano facendo nulla: cacciando Fortini, e adesso Rettighieri, hanno fatto secchi nel giro di un mese i management di Ama e di Atac, che avevano avviato un opera di risanamento. Le tante persone che in buona fede hanno votato Raggi sperando nel cambiamento iniziano a chiedere chiarimenti. Chiedono ‘come è possibile che in tre mesi questo sia il terzo capo di gabinetto che cade?’. Oppure chiedono come mai alla prima pioggia si allaghi la città e non si sia fatta già la pulizia delle caditoie che fa parte di quelle priorità che loro hanno anteposto alle Olimpiadi”.

A queste e ad altre domande Virginia Raggi deve fornire al più presto risposte convincenti. Non solo ai suoi elettori ma a tutti i cittadini romani che seguono, attoniti, quanto sta succedendo in Campidoglio.

 

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