Cameron detta le condizioni a Bruxelles: altrimenti rischio Brexit

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epa05091704 British Prime Minister David Cameron and his Hungarian counterpart Viktor Orban (not pictured) hold a joint press conference after their meeting in the Parliament Building in Budapest, Hungary, 07 January 2016. Cameron is in Budapest on an official visit.  EPA/SZILARD KOSZTICSAK HUNGARY OUT

Le quattro proposte del premier britannico per evitare Brexit

Ecco le quattro proposte che il premier britannico David Cameron ha inviato al presidente della Consiglio europeo per “riformare l’Unione” e provare ad evitare l’uscita del Regno Unito in vista del referendum destinato a tenersi tra giugno e dicembre del 2016

1) In tema di governance, il premier britannico riconosce e incoraggia il rafforzamento dei legami fra i paesi della moneta unica e afferma di non volere un ulteriore ‘opt-out’ dall’euro rispetto a quello di cui Londra già gode, né un diritto di veto per i Paesi esterni all’Eurozona. Ma invoca “principi giuridicamente vincolanti” e meccanismi attuativi a tutela “dell’integrità del Mercato Unico” e dei “legittimi interessi” di chi non intende far parte di “un club dell’euro”.

2) Quanto alla competitività, pretende impegni a favore della crescita, della libera circolazione di capitali, beni e servizi e spinge per gli accordi commerciali con Usa e Asia.

3) In materia di sovranità, esclude ogni obbligo per il suo Paese verso una maggiore integrazione; ma soprattutto invoca un diritto di “gruppi di parlamenti nazionali” a “fermare” norme comunitarie sgradite.

4) Sul fronte immigrazione, infine, insiste nel chiedere di contrastare quello che chiama “l’abuso” del ricorso ai benefici del welfare altrui da parte di immigrati intra-Ue ed evoca gradualità nel concedere piena libertà di movimento ai cittadini dei futuri Stati membri.

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