Calcutta: ecco il nuovo video “Oroscopo”. È l’ora del nuovo mainstream italiano?

Musica
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Cantautore pontino, rivelazione con l’album d’esordio “Mainstream”, il suo nuovo brano si candida a essere un tormentone dell’estate. Sintomo che l’etichetta “indie” forse non è più adatta a questa nuova generazione della canzone italiana

“Non mi ricordi nessuna guagliona. Una cassa che suona, una casa che brucia. Tutta la notte, tutta la notte”. Oroscopo, il nuovo brano di Calcutta (Edoardo D’Erme), ha i requisiti per conquistarsi una posizione di rilievo nei palinsesti radiofonici della nostra estate. La canzone occhieggia al reggae: “l’arrangiamento è stato curato, come consuetudine, da Calcutta insieme a Marta Venturini dello Studio Nero, ma stavolta il brano è passato per le mani di Ketra e Takagi: fondatore dei Gemelli DiVersi il primo, membro del gruppo salentino Boom Da Bash il secondo” ci fanno sapere quelli di Bomba Dischi, l’etichetta di Edoardo.

Il video, girato a Sabaudia da Francesco Lettieri, con la fotografia di Gianluca Palma e la partecipazione di Silvia Di Gregorio, è stato diffuso oggi on line e in poche ore ha raggiunto migliaia di visualizzazioni.

“Bomba, si piazza nella top 3 dei tormentoni dell’estate con “passione maledetta” dei Modà e quell’altra di Dolcenera”, recita uno dei tanti commenti riferiti al video su Youtube.

E forse la spontaneità degli utenti in rete ci aiuta a svelare un grosso equivoco “terminologico” riguardo alla nuova canzone italiana: quello che fino a oggi ha spinto critica e pubblico ad accomunare sotto la definizione di “indie” una serie di artisti che, per caratteristiche musicali e aspirazioni, sembrano molto più vicini al mainstream; votati cioè a raggiungere (anche) il pubblico generalista. Certamente molti dei nuovi protagonisti di questa scena sono promossi da etichette discografiche indipendenti (parola dalla quale deriva l’abbreviazione “indie”); ma mai come in questi ultimi anni il suono che caratterizza questi musicisti “alternativi” si distanza dalla matrice indie, che ha la sua genesi in Inghilterra e negli Stati Uniti e designa, generalizzando, un approccio molto meno convenzionale alla materia suonata.

Gli stessi cosiddetti “cantautori indipendenti” non fanno mistero della loro volontà di collocarsi in un ambito che potremmo chiamare il Nuovo Mainstream: rivendicando però un percorso e una credibilità che non sono costruiti a tavolino, come accade per molte star dei talent show.

Non è un caso che molti big della canzone italiana, da Luca Carboni a Malika Ayane, passando per il duo Mina-Celentano, peschino in questo bacino autori per le loro canzoni; non è un caso che la major discografiche facciano la corte a molti dei nomi più in vista del nuovo pop cantauotriale;  come, infine, non è un caso che molte delle “nuove leve” rivelino apertamente il loro debito di riconoscenza nei confronti di mostri sacri della musica nazional popolare nostrana.

Come per esempio i Thegiornalisti che qualche giorno fa sono usciti con un brano, Tra la Strada e le Stelle, che non lascia spazio agli equivoci: Nuovo Mainstream.
E chissà che cominciando con l’attribuire le giuste etichette alle cose non si riesca a mettere sotto la giusta luce molte delle proposte musicali più sommerse, che spesso pagano lo scotto di essere fruite per ciò che non sono veramente e, per questo, vengono accantonate senza troppa considerazione.

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