Calcutta e gli altri, la nuova ondata dei cantautori

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Un genere che continua a rinnovarsi: giovani talenti si fanno strada e conquistano il pubblico fuori dai talent. 5 nomi da tenere d’occhio

C’è vita dopo De Gregori, Guccini, Venditti, Gaetano, Gaber? C’è chi dice di no. C’è chi dice che siamo all’anno zero e che quindi tutto è già stato scritto. C’è chi dice che con l’avvento del digitale i dischi non siano più quelli di una volta. C’è anche chi pensa però che ciascun musicista è figlio sì del suo tempo, ma anche e soprattutto di quello che l’ha preceduto: in base a questo breve assunto finché c’è il tempo ci sarà anche la musica.

Sono molte le cose cambiate, è innegabile. Fino a qualche decennio fa, ai tempi della compianta Rca, l’uscita di un singolo era un evento: figurarsi l’uscita di un intero album o di un videoclip. C’erano fior di manager che credevano che cinquanta milioni di lire per un video fossero soldi ben spesi, altri che ritenevano indispensabile che per l’incisione di un solo brano si dovesse stare rinchiusi in studio settimane, mesi, se necessario, perché per la qualità ci vuole dedizione. Eppure il tempo era denaro anche negli anni Sessanta. Evidentemente avevamo diverse concezioni di tempo e denaro.

Oggi siamo tutti in balia dei minuti e dei secondi, figurarsi i musicisti: molto spesso il metronomo è il loro nemico. Come tutte le medaglie però, anche quella della musica odierna ha il suo risvolto. Oggi un musicista non è così stretto nella morsa del tempo: se vuole, può suonare quanto gli pare. Basta andare nei quartieri romani di San Lorenzo, Trastevere, Testaccio per scoprire che se anche la filiera discografica è marcia, le città sono piene di musica che al contrario si sente benissimo. La creatività è fervida, l’originalità molto spesso pura, l’innovazione, a volte, c’è. Basta non guardare i talent show, alzarsi dalla poltrona e andare a trovare i proprietari di quei locali che ospitano musica dal vivo, i quali, quantomeno a coraggio e passione, potremmo paragonare ai discografici di cui sopra.

Per farla breve quindi, nonostante Notte prima degli esami e Rimmel siano già state scritte, nel mondo gravita ancora qualcuno in grado di soddisfare anche i palati musicali più esigenti e sopraffini. Forse con l’avvento di Internet l’offerta musicale è diventata troppa, spesso sterile e ridondante.

Di seguito dunque, cinque artisti che hanno avuto il merito di distinguersi. Partiamo da Calcutta: nel novembre del 2015 il suo secondo disco, dal titolo Mainstream, manda in visibilio i più: il cantautore di Latina conquista con la sua semplicità mai lasciata al caso. La voce, un pelo graffiante e accorata, canta che «non importa se non mi vuoi più, non mi importa se non mi vuoi bene, dovrò soltanto reimparare a camminare». È questa ironica disperazione che spiazza.

Continuiamo con Tommaso Di Giulio e il suo secondo disco, L’Ora Solare: qui l’artista capitolino ridà forma e dignità alla dimensione del cantautorato giovane e credibile, restituendole grazia e credibilità con testi in italiano intelligenti, pungenti e ironici.

Caratteristiche proprie anche di un’altra cantautrice, Cassandra Raffaele: giunta anche lei al secondo disco con Chagall, l’artista sicula dimostra in questo suo nuovo lavoro uno stile ed una verve inconfondibili, adagiando la freschezza dei suoi testi scritti in un italiano originale su basi musicali innovative e sperimentali.

Tormento, disperazione e amore sono i sentimenti atavici che Il Muro Del Canto, band romana al secondo disco con Ancora Ridi, canta con l’intensità e il sentimento propri di quella romanità pura e vera che il gruppo capitolino ha avuto l’onore di riportare in auge, senza fronzoli ma con molta bellezza.

Bellezza è anche uno degli aggettivi che caratterizza il secondo disco di colei che chiude questo pentagono, Una: con Come in cielo così in terra, l’ex leader degli Jolaurlo si dimostra perfettamente all’altezza della sua nuova veste di cantautrice “solitaria”, con un album in italiano godibilissimo e accattivante, autentico, arricchito da una notevole reinterpretazione della celebre Il lavorodi Piero Ciampi.

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